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Giovedì, 28 Ottobre 2021

Infortuni sul lavoro, il 2011 anno nero per Catania e provincia

“Il 2011 è stato un anno nero per gli infortuni sul lavoro a Catania e provincia”. Ad affermarlo, ieri mattina durante il workshop “Near miss, analisi delle cause di infortunio e di mancato infortunio” tenutosi a Palazzo Platamone a Catania, è stato il direttore vicario dell’Inail Catania Mario Pugliese.

“I numeri saranno resi noti a maggio – ha  dichiarato Pugliese – ma la tendenza è di un aumento di incidenti gravi e di un incremento di morti sul lavoro. La tendenza secondo il dirigente Inail “è ancora più preoccupante se si considera la diminuzione di posti di lavoro dovuta alla crisi”.

Insomma si lavora meno e ci si infortuna di più anche perché, come è stato spiegato durante la mattinata di lavori, il management aziendale e gli stessi lavoratori spesso non prestano la dovuta attenzione ai near miss, i mancati incidenti sul lavoro che se considerati solo come un pericolo scampato e non come campanello d’allarme, degenerano in gravi infortuni.

“Porre l’attenzione sugli incidenti evitati serve a salvare la vita dei lavoratori e delle stesse aziende. Sappiamo per esperienza che il verificarsi di gravi incidenti oltre a cambiare la vita di chi li subisce molto spesso porta gravi conseguenze sulla produzione e di conseguenza sugli altri lavoratori. Diffondere la cultura della prevenzione salva vite e lavoro”. Questa l’opinione di Fernanda D’amore  direttore di Civita srl, la società di servizi e formazione che ha organizzato il workshop nell’ambito dei piani formativi per le aziende “Stella” e “Sicuri”.

Ad illustrare quanto la giusta valutazione di un near miss serva a migliorare la sicurezza nelle aziende è stato Alessandro Cafiero, direttore del Comitato Paritetico Territoriale (CPT) di Venezia, consigliere nazionale AIF e responsabile del settore  nazionale Aif “Formazione & Sicurezza”. “Per ogni incidente grave ci sono fino a 600 incidenti senza infortuni – ha spiegato Cafiero - 10 con conseguenze minori e 30 con danni solo materiali. Valutare in maniera non approssimativa i quasi incidenti significa ridurre la base delle cause degli eventi gravi o mortali. Se a livello organizzativo  creiamo un meccanismo di prevenzione, fatto di controlli e di personale capace di registrare e valutare in modo adeguato i near miss ridurremo significativamente la possibilità di incidenti”.

In Italia le aziende si stanno incamminando su questo percorso ma la strada da percorrere è ancora lunga.

“La prevenzione degli infortuni non è ancora un meccanismo automatico legato alla cultura del lavoro – ha spiegato la responsabile de corsi di comunicazione in azienda di Civita, Cettina Mazzamuto – la sicurezza va comunicata come valore positivo. Bisogna responsabilizzare aziende e lavoratori su questi temi per far si che non si cominci a pensare alla sicurezza aziendale solo quando gli incidenti sono già accaduti.”

 

 

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