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Lunedì, 01 Marzo 2021

Caltagirone - “Il lavoro che include” per l'integrazione di 210 persone svantaggiate

Si punta a dare continuità, oltre la scadenza ufficiale del prossimo 31 marzo, alla “fase 2” (quella dell'esperienza “sul campo” nelle aziende) del progetto “Il lavoro che include”, per l'integrazione e l'inserimento lavorativo di 210 persone svantaggiate. E, per farlo, si vogliono utilizzare, innanzitutto, circa 200mila euro di economie resesi disponibili (per questo occorre l'ok della Regione), ma si sintende pure attingere ad altre opportunità normative ed economiche, compresa la possibilità che i Comuni, sia pure facendo i conti con le limitate risorse in bilancio, si facciano carico, per esempio, della copertura assicurativa, contribuendo così – insieme agli sgravi offerti dalla legislazione - a rendere più appetibile, per le aziende, la prosecuzione del rapporto lavorativo. E' quanto deciso stamani, durante la riunione fra i soggetti pubblici e privati promotori dell'iniziativa che, in corso da quasi due anni, vede quali fruitori e protagonisti 210 soggetti svantaggiati, così ripartiti: 36 a Caltagirone; 8 ciascuno, per un totale di 64, a San Cono, San Michele di Ganzaria, Mirabella Imbaccari, Mineo, Raddusa, Castel di Iudica, Catenanuova e Centuripe; 10 ciascuno, per complessivi 30, a Militello, Vizzini e Regalbuto; 20 ciascuno, per un totale di 80, a Ramacca, Palagonia, Scordia e Grammichele.

La “fase 2” a cui si punta a garantire una prosecuzione è quella della “work esperience”, in cui i 210 protagonisti del “Lavoro che include” capitalizzano all'interno delle stesse imprese (panifici, attività di elettrauto, gommista, altre officine, ristoranti, strutture ricettive, assicurazioni e altre ancora) il patrimonio di abilità e competenze acquisite, mirando eventualmente anche a dare vita ad attività di autoimpresa ricorrendo al microcredito, indicato come un utile strumento di crescita e di accompagnamento all'inclusione sociale e lavorativa.

“Il lavoro che include” è promosso da un'ampia coalizione territoriale, formata dalla Provincia regionale di Catania, dai Comuni di Caltagirone (capofila, ieri rappresentato dal sindaco Pignataro e dall'assessore Navarra), Castel di Iudica, Grammichele, Militello in Val di Catania, Mineo, Mirabella Imbaccari, Palagonia, Radddusa, Ramacca, San Cono, San Michele di Ganzaria, Scordia, Vizzini, da altri tre Comuni della provincia di Enna che sono la vera novità del quadro territoriale di riferimento (Catenanuova, Centuripe e Regalbuto), dai centri Eda (Educazione degli adulti) “Narbone” di Caltagirone e “Ponte” di Palagonia, dalla fondazione Microcredito e Sviluppo e da quattro partner privati (Adis Onlus, Consorzio Sol Calatino, Consorzio cooperative sociali Sole e società consortile Concreta), selezionati con procedura di evidenza pubblica.

“Si è generato un processo virtuoso – sottolinea l'assessore alle Politiche sociali del Comune di Caltagirone Cristina Navarra – Ecco perché siamo impegnati a garantire la prosecuzione del progetto e ad offrire, nel contempo, ai 210, la possibilità di investire abilità e competenze anche in iniziative d'autoimprenditorialità”. “L'obiettivo – sottolinea il sindaco Francesco Pignataro, presidente della fondazione Microcredito e Sviluppo – è la realizzazione di azioni di supporto ai soggetti svantaggiati attraverso esperienze di lavoro finalizzate all'acquisizione di competenze specifiche”.

 

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