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Giovedì, 26 Novembre 2020

Come migliorare la qualità degli agrumi di Sicilia

«Dalla ricerca dei laboratori all’applicazione in campo industriale il passo è breve: attraverso la “rete” e la sinergia tra pubblico e privato, è infatti possibile creare sviluppo e aumentare la competitività delle imprese del territorio, su scala nazionale e internazionale. Creare un valore con una partecipazione aperta a tutti è la nostra mission». Non ha dubbi il presidente del Parco Scientifico e Tecnologico della Sicilia Marco Romano che - in apertura del convegno “Ricerca e Innovazione per lo sviluppo dell’Agrumicoltura e la Sostenibilità ambientale”, svoltosi stamani nella sede della società – ha parlato di una sorta di “intelligence integrata” che «attraverso la ricerca tecnologica promuova, diffonda e traduca le competenze in sviluppo concreto a beneficio della crescita delle aziende che operano sul territorio».

Tema del convegno – che ha visto la presenza dell’assessore alle Attività produttive del Comune di Catania Franz Cannizzo, e di numerosi relatori provenienti da università italiane e sedi di ricerca nazionali e internazionali – è stata la presentazione dei progetti “IT Citrus Genomics” e “PolyBioPlast”: due ricerche innovative nate proprio all’interno del Parco, che rientrano nell’ambito dei Pon R & C 2007-2013, spiegate nei minimi dettagli alla platea da Antonino Catara, delegato alla ricerca del Parco scientifico.

«Il progetto IT Citrus Genomics – ha spiegato Catara – parte dall’analisi del genoma per risolvere le criticità che oggi attanagliano il settore degli agrumi: attraverso un metodo preventivo di diagnosi e caratterizzazione, che consente di predire il decorso della malattia, si possono risolvere alla base virus quali la “tristeza” e il “malsecco” e aiutare i produttori nella gestione della malattia. La diagnostica servirà a breve tempo, ad esempio, nel caso della “tristeza”, o a lungo termine con l’obiettivo di migliorare la qualità degli agrumi del nostro territorio. Il PolyBioPlast invece – ha continuato - è la prosecuzione del progetto conosciuto come “sacchetto intelligente”: il polimero (il prodotto finale della metabolizzazione del batterio) una volta steso sulla carta la impermeabilizza lasciandola traspirare; il passo successivo è dunque il Bioplast, la creazione di una carta funzionalizzata da un biopolimero che, mediante una conversione microbica di materiali di scarto, consentirà come passaggio ultimo l’industrializzazione della ricerca con un ampio spettro di impiego nelle attività più disparate: dalla lotta contro i patogeni sino all’utilizzo nel settore dell’igiene, quali saponi e cosmetici».

Un lavoro di ricerca quello portato avanti dal Parco, che si avvale di partenariato internazionale prestigioso, in cui si sottolinea la presenza di aziende recentemente allocate nella struttura siciliana: il Polo Tecnologico Padano, l’International Plant Analysis and Diagnostics e l’Istituto di Genomica Applicata Technology Services.

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