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Sabato, 14 Dicembre 2019

“La responsabilità del medico in psichiatria”

L’esigenza di una giornata di studio e di confronto basata sulla responsabilità professionale nella pratica clinica quotidiana e sull’agire psichiatrico nei diversi contesti clinico e medico-legale è stata al centro dell’attenzione del corso  di formazione in tossicologia e psichiatria forense organizzato dal Prof. Filippo Drago, Ordinario di Farmacologia dell’Università di Catania, e dal Prof. Eugenio Aguglia, Ordinario di Psichiatria dell’Università di Catania, che si è svolto oggi nella Sala Conferenze del Grand Hotel Excelsior di Catania.
L’iniziativa, dal titolo “La responsabilità del medico in psichiatria”,   ha visto la partecipazione di alcuni tra i principali esperti del panorama nazionale e ha preso spunto dalla recente evoluzione del pensiero giuridico e dalla sempre maggiore complessità che emerge nella gestione dei disturbi psichiatrici.
Negli ultimi anni, infatti, tra gli psichiatri si sta sempre più sviluppando un interesse particolare sui correlati medico-legali dell’operatività e sulle problematiche forensi che sempre più frequentemente si devono affrontare con soggetti affetti da disturbi mentali, sia in campo penale che in campo civile.
Per gli specialisti coinvolti si distinguono compiti teorici, quali la conoscenza delle regole giuridiche e deontologiche di condotta da osservare, che costituiscono la base normativa per un corretto esercizio dell’attività di medico e compiti operativi  dove tener conto degli obblighi  che gli competono e delle limitazioni alle sue facoltà ad agire e, quindi, anche di curare.
Lo ha ribadito al termine del corso anche il Prof. Eugenio Aguglia: “Al giorno d’oggi – ha detto – la psichiatria ha bisogno di una maggiore comprensione rispetto a quella che è l’operatività dello specialista, soprattutto se si tiene conto che i nostri pazienti sono diversi rispetto a quelli delle altre branche della medicina. Molte volte noi psichiatri ci confrontiamo con la mancanza di disponibilità dei pazienti ad assumere la terapia, con dei comportamenti di elevato rischio come il suicidio e con l’esigenza dei trattamenti sanitari obbligatori. Quindi, di fatto molte volte il nostro operato giornaliero deve fare i conti con lo stato di necessità cui va incontro. Naturalmente ciò presuppone anche una responsabilità che molte volte lo specialista psichiatra si assume e ci auguriamo che presupponga anche una comprensione da parte della magistratura quando questo stato di necessità e questa scelta dello psichiatra non sempre sortiscono l’effetto desiderato, ben sapendo che questo non avviene per mancanza di competenza dello psichiatra, ma per la difficoltà gestionale che presuppone il trattamento della patologia psichiatrica nelle situazioni più acute, ovvero in quelle considerate d’emergenza”.

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