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Domenica, 06 Dicembre 2020

Etnafest, Percorsi culturali, monsignor Fisichella dialoga su fede e secolarizzazione

Il marcato accento lombardo, l’anello vescovile al dito, un aspetto severo che si confà a chi fa il cappellano della Camera, e in Vaticano compartecipa alle Congregazioni della Chiesa. Ecco come si è presentato al folto pubblico delle Ciminiere monsignor Rino Fisichella che, però, ha sciolto subito il ghiaccio con l’uditorio ricordando che sua madre è di Catania e che in questa città lui torna spesso volentieri, soprattutto se ad invitarlo sono vecchie conoscenze, come il presidente Giuseppe Castiglione e l’on. Giuseppe Palumbo. Costoro, dopo aver accolto il presule a Catania, hanno applaudito il suo intervento nel dibattito “La fede in un mondo secolarizzato”, organizzato dalla Provincia nell’ambito di Etnafest - Percorsi culturali. Oltre all’illustre ecclesiastico hanno preso la parola Pietro Barcellona (che ha negato di esser mai stato ateo ed ha rivendicato il suo passato di credente e di aderente all’Azione Cattolica) ed il presbitero e biblista don Giuseppe Bellia, che con molta finezza dottrinale ha richiamato gli altri relatori a non divergere dal tema trattato. L’assessore alle Politiche culturali, Giovanni Ciampi, ha preso la parola in apertura del dibattito ed ha rivolto sentite parole di ringraziamento alla dirigente del Servizio Cultura, Mimma Pagliaro, che molto si è prodigata per questo ed altri incontri Etnafest. “Senza lo strenuo impegno della valente dottoressa Pagliaro non sarebbe stato possibile organizzare il vis a vis con due grandi uomini di Chiesa: monsignor Fisichella e don Giuseppe Bellia”. Sant’Agostino, Il filosofo Cacciari, lo psichiatra Vittorino Andreoli, padre Ciccio Ventorino (seguace catanese di don Giussani) sono stati i pensatori più citati dai relatori, che hanno anche dibattuto sui ben noti binomi: fede e ragione, passione e potere, crisi e conversione, fariseismo e fondamentalismo. Tutti i concetti sono stati analizzati con gli occhi del credente. Il dialogo sulla fede prosegue nella chiesa di Santa Maria della Mercede, dove il parroco Bellia, che è un esperto teologia e archeologia biblica e autore di numerosi saggi, incontra credenti e non credenti per parlare di sacre scritture.

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