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Sabato, 28 Novembre 2020

Etnafest Percorsi culturali, resoconto incontro con Antonino Buttitta

“L’Opera dei pupi è una cosa seria da prendere sul serio”. Con queste parole ha esordito alle Ciminiere l’autorevole antropologo Antonino Buttitta parlando di “Contiguità e differenze nella tradizione dell’Opera dei pupi”. L’incontro, inserito in Etnafest Percorsi culturali, è stato organizzato dalla Provincia regionale di Catania. Assieme a Buttitta hanno relazionato Alessandro Napoli e Vincenzo Mancuso, ambedue appartenenti a famiglie di marionettisti che, rispettivamente a Catania e Palermo, con ostinata tenacia e con un lavoro di equipe corale continuano a mantenere in vita e a valorizzare un bene immateriale che è anche tutelato dall’Unesco.

I relatori alle Ciminiere hanno sottolineato che l’Opera dei pupi, così come la conosciamo oggi, nasce grosso modo alla metà dell’Ottocento. Le fondamentali differenze tra l’Opera dei pupi di Palermo e quella di Catania sta nella altezza dei personaggi (rispettivamente 90 cm e 140 cm, dai piedi al cimiero), nella gamba (rigida e senza snodo a Catania), nella spada (sguainata a Catania e nel fodero a Palermo), nel ponte di animazione (che è assente a Palermo, dove il manovratore sta in piedi sul medesimo piano di calpestio del pupo), nella diversificazione dei ruoli (a Catania c’è il “maniante” che manovra; e c’è chi dà la voce, con la partecipazione di “parlatrici” per i personaggi femminili). Altre differenze riguardano la scenografia e la scenotecnica. Diversi anche i linguaggi utilizzati, a seconda delle aree geografiche, delle epoche, dell’influenza del teatro colto e dei fatti storici: basti dire che Garibaldi entrò di prepotenza tra i personaggi del teatro dell’Opera dei pupi.

Il presidente Giuseppe Castiglione ha dichiarato: “Dobbiamo guardare alla cultura popolare con rispetto e ricordare che l’Opera dei pupi, oltre a documentare l’assiologia cioè i valori del popolo siciliano, si ispira a tradizioni culturali europee e non soltanto alla cultura cavalleresca carolingia. I pupi rappresentano un esempio di artigianato che i cinesi non sono ancora riusciti ed imitare, né potranno mai farlo, giacché sono necessarie troppe competenze e manualità. La Provincia regionale di Catania mantiene la scintillante tradizione dell’Opera dei pupi con gli spettacoli che si tengono la domenica, nel Teatro stabile delle Ciminiere, con inizio alle ore 19 e ingresso gratuito. Giorno 4 dicembre, con “La natività di Gesù bambino”, si conclude un ciclo di rappresentazioni che sarà poi ripreso”.

 

Prossimo appuntamento con Etnafest Percorsi culturali venerdì 2 dicembre, alle Ciminiere, alle ore 18, con mons. Salvatore Fisichella e Pietro Barcellona. Coordina mons. Giuseppe Bellia. Titolo dell’incontro : “La fede in un mondo secolarizzato”.

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