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Lunedì, 18 Ottobre 2021

In Sicilia 600 mila persone non possono accedere a internet

In Italia ad un’importante fetta di popolazione viene preclusa la possibilità di accedere a Internet, anche per mancanza di linee Adsl. In Sicilia sono circa 600 mila gli utenti che per problemi di varia natura – infrastrutturali e di analfabetizzazione informatica – non possono accedere al web. Proiettarsi verso il futuro, investire nel settore della tecnologia azzerando di fatto il gap che divide l’Italia dagli altri Paesi industrializzati, dev’essere l’obiettivo da perseguire con urgenza, se si vuole continuare a progredire e rimanere al passo con l’evoluzione del tessuto economico. Per cominciare a far questo sarebbe utile diminuire la forbice del Digital divide: il divario tra chi ha accesso alle tecnologie dell’informazione e chi ne è escluso. «Un problema oggi di grande rilevanza che rientra tra le priorità dell’Ordine etneo e che può essere affrontato grazie al valido apporto degli ingegneri dell’informazione», ha affermato Carmelo Maria Grasso, presidente dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Catania al convegno “Digital Divide: Sviluppo e innovazione nel territorio siciliano”, promosso insieme alla Fondazione dell’Ordine etneo presieduta da Santi Maria Cascone.

«Il Digital Divide è il termine che viene utilizzato in riferimento alle diseguaglianze nell’accesso e nell’utilizzo della tecnologia: come ingegneri dell’informazione ci interroghiamo sulla diseguaglianza del nostro sistema rispetto a quello di altri Paesi, facilmente spiegabile con l’assenza di infrastrutture a banda larga» ha spiegato Giuseppe Mammana, consigliere della Fondazione, che ha introdotto l’argomento del convegno - moderato dal segretario della Fondazione Alfio Grassi - e che ha analizzato la problematica nei suoi vari aspetti.

«Questa criticità ha due effetti – ha sottolineato il vice presidente dell’Ordine etneo Valeria Vadalà – uno culturale e uno economico. Parliamo delle opportunità che ci vengono precluse, visto che oggi – nel contesto di un’economia globale - i nostri concorrenti non sono soltanto più quelli esistenti sul territorio. Il convegno è anche l’occasione per promuovere la figura dell’ingegnere dell’informazione che pianifica, progetta e dirige i lavori in campo informatico e che, con il Dpr 320 del 2001, ha avuto attribuito un ruolo ben preciso e di pari dignità rispetto agli altri colleghi».

«Lo sviluppo sul territorio siciliano non può prescindere dalla realizzazione di infrastrutture di reti e banda larga per implementazione delle comunicazioni digitali – ha concluso Santi Maria Cascone puntando l’accento sull’importanza della formazione - con corsi e seminari che la Fondazione sta organizzando su questo argomento si guarda al nuovo, allo sviluppo e all’innovazione tecnologica».

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