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Martedì, 18 Giugno 2019

Nuova normativa antincendi: «tempi più brevi, maggiori responsabilità»

In un momento delicato per l’Italia, in cui si discute sulla sicurezza degli edifici e delle città dopo le alluvioni che hanno devastato diverse parti della penisola, è entrato in vigore un importante decreto che interessa i professionisti dell’edilizia ma anche tutta la comunità pubblica: il nuovo regolamento di prevenzione incendi. Il Dpr 151 dell’1 agosto 2011 pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 22 settembre, è operativo infatti dal 7 ottobre.

A Catania i primi a discuterne e ad aggiornare le categorie coinvolte sono stati gli Ingegneri, il cui Ordine provinciale e la sua Fondazione hanno organizzato ieri (10 novembre), al President Park Hotel, un partecipatissimo seminario dedicato all’argomento. Il relatore principale è stato il neo comandante provinciale dei Vigili del fuoco di Catania Maurizio Lucia, alla sua prima uscita pubblica dopo l’assunzione del nuovo incarico.

«Il comandante Lucia – ha esordito il presidente dell’Ordine Carmelo Maria Grasso – incarna la nobile figura dell’ingegnere che opera nel sociale, colui che durante le fasi di ricostruzione dopo l’avvenimento di calamità naturali, non è mai sotto la luce dei riflettori ma che invece lavora con sostanza per fronteggiare il disagio. Il nostro Ordine è lieto di dare ai suoi iscritti la possibilità di confrontarsi da vicino con questa realtà».

Maurizio Lucia ha illustrato le rilevanti novità del recente regolamento, prima fra tutte la Segnalazione Certificata di Inizio Attività (Scia). «Fino ad oggi – ha sintetizzato il segretario dell’Ordine Aldo Abate, promotore del seminario – per avviare un’attività in locali a norma con le regole antincendio, bisognava attendere il consenso dei Vigili del fuoco, anche con tempi molto lunghi. Il nuovo decreto invece, concepito per semplificare e informatizzare le procedure, consente di iniziare da subito l’attività poiché sono il professionista e il committente a garantire la validità del progetto secondo le norme antincendio. Se così non fosse si incorrerebbe in sanzioni penali. I tempi si accorciano ma le responsabilità di certo aumentano».

Il nuovo testo normativo prevede inoltre la distinzione delle attività sottoposte ai controlli di prevenzione in tre categorie, per ciascuna delle quali è prevista una disciplina differente in relazione ai rischi, alle dimensioni e al grado di complessità. «In altre parole – ha spiegato Abate – prima la procedura era la stessa per piccole e grandi attività, adesso è possibile “misurarla” a seconda di queste tre variabili: incolumità delle persone, estensione e complessità del progetto».

Data l’importanza della formazione in questo campo «la Fondazione dell’Ordine – ha dichiarato il suo presidente Santi Maria Cascone – ha programmato un corso didattico di oltre 120 ore con la docenza di esperti aggiornati, ponendo l’attenzione sulle più indicate misure di prevenzione, sulla tecnologia dei sistemi, e su quelle tematiche che consentano ai nostri ingegneri di conoscere il quadro completo delle procedure».

Erano inoltre presenti gli altri relatori del seminario: il vice dirigente presso il Comando provinciale dei Vigili del fuoco di Catania Angelo Sgroi e il Coordinatore della Commissione Sicurezza dell’Ordine Antonio Leonardi.

 

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