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Martedì, 18 Giugno 2019

Convegno della Confcommercio sul federalismo

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Si è parlato di Federalismo e di prospettive per la Sicilia al convegno organizzato da Confcommercio Sicilia, di concerto con il centro studi Iscot e che si svolto ieri mattina nella sala Gialla dell’Assemblea Regionale Siciliana. Dopo un'introduzione dell' avvocato Marino Julo Cosentino, presidente del Centro Studi Iscot, è intervenuto il presidente della Commissione parlamentare per l'attuazione del federalismo fiscale, onorevole Enrico La Loggia, il quale ha illustrato il cammino finora percorso dalla Commissione, ha enunciato gli otto decreti legislativi, già convertiti in legge in tema di federalismo da sanità a infrastrutture, dai criteri di perequazione all'unificazione dei criteri di bilancio. La Loggia ha anche parlato di limiti di queste leggi, di un lavoro attuato in condizioni che hanno fortemente condizionato il miglior esito dell'attività, ma che comunque - ha affermato - si tratta di strumenti legislativi ancora perfettibili in un tempo già fissato di tre anni, il che rappresenta una garanzia. La Loggia, oltre ad enunciare i principi di stabilità e responsabilità, ha parlato dello sforzo compiuto per assicurare, in osservanza ai principi costituzionali dell'art. 3, eguali diritti e stessi servizi per i cittadini, siano essi dei grandi o dei piccoli Comuni, in quelle micro economie in cui sarebbe difficile dare servizi efficienti come in realtà più complesse e organizzate. I piccoli comuni con meno di 5 mila abitanti rappresnetano il 20% della popolazione nazionale, e la stessa percentuale va redistribuita attraverso un fondo  di riequilibrio, prima, e dopo il 2014 con il fondo perequativo. Un altro aspetto affrontato è stato quello dei bilanci delle amministrazioni locali, armonizzati tra loro secondo criteri unificati e anche forti di un principio di responsabilità amministrativa che può non soltanto comportare, in caso do gravi inadempienze, il commissariamento e la decadenza dalla carica dell'amministratore, ma anche l'impossibilità di ricandidarsi per i 10 anni successivi. Il federalismo premia i.buoni amministratori In tutto questo lo Statuto siciliano non deve essere ritenuto un ostacolo, ma deve anzi essere utile strumento. Il presidente della Commissione parlamentare sugli errori in campo sanitario e sulle cause dei disavanzi regionali sanitari, onorevole Leoluca Orlando, pur mostrando di condividere pienamente in linea teorica il federalismo, ha incentrato il suo intervento sull'inopportunità di procedere sul federalismo in questo particolare momento di crisi del Paese, ed ha anche ritenuto che il termine del 2014 sia una data troppo vicina per garantire l'attuazione del federalismo in modo indolore in tutto il Paese. Per fare un esempio pratico ha detto che non sempre "tagliare" coincide con il fare bene, ma a volte può essere molto deleterio e andare nella direzione opposta a quella che si propone il federalismo in termini di qualità ed efficienza. In questa fase  di non  normalità c'è - ha dichiarato -l'esigenza di centralità. Si è anche detto nettamente contrario allo schema di premi e sanzioni per le buone amministrazioni ed ha citato alcuni articoli dello Statuto regionale in cui la Regione provvede in autonomia al fabbisogno dei cittadini. Sono - a dire di Orlando - le norme successive, i patti siglati tra stato e regione, come la stessa Commissione paritetica Stato-Regione ad aver creato delle sovrastrutture che si sono rivelate un controsenso rispetto alla specialità regionale. La sicilia però per valere non deve limitarsi a sventolare il suo statuto ma deve ottenere credibilità a livello nazionale.
Interessante l'excursus tecnico del presidente della Commissione paritetica Stao-Regione, il professor avvocato Giovanni Petruzzella, il quale ha tracciato una sintesi dell'attività svolta ed ha condiviso in larga parte la tesi già sostenuta sia dall'avv. Cosentino e da La Loggia, sull'importanza di cogliere il Federalismo come un'opportunità utilizzando gli strumenti che della Regione sono propri. Pietro Agen, Presidente di Confcommercio Sicilia ha concluso i lavori affermando che "Il federalismo in Sicilia porterebbe solo vantaggi perche' costringerebbe l'amministrazione pubblica ad applicare il concetto di responsabilita' e operare scelte strategiche decidendo come e dove spendere le risorse. Oggi la Sicilia e' in una situazione particolare perche' qui il federalismo esiste da sempre ma solo sulla carta, ed e' stato applicato poco e male, in un sistema che ci rende rigidi nelle scelte, obbligandoci a patteggiare qualunque modifica con lo Stato".  Prosegue "In Sicilia occorre investire e creare condizioni per lo sviluppo
-ha proseguito Agen- mentre fino a oggi, i fondi sociali europei sono stati spesi male, gettando via migliaia di
miliardi.  sul federalismo . Ha affermato che è un fatto importante e che bisogna intervenire sui criteri della spesa dei fondi comunitari in modo da poter investire nello sviluppo e nelle infrastrutture. Ha aggiunto, altresì, che Confcommercio vuole essere da sprone al governo Regionale perché si continui sulla linea di una spesa produttiva come il click day  sul credito d'imposta.

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