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Martedì, 07 Luglio 2020

Tavola rotonda: I rischi nell’impresa

Da sinistra,  Aprile,  Saguto,  D'Amico,  Matarazzo,  Pogliese,  Lo Re,  Juvara,  Scaccianoce,  Leotta,  Marullo,  Messina

 

Capire la crisi per agire al meglio nel contrastarla è alla base di qualsiasi embrione possibile di sviluppo pur nella congiuntura negativa che anche la Sicilia sta vivendo da ormai oltre tre anni. Ogni occasione di analisi e confronto in merito è quindi assai utile. Ne è esempio la tavola rotonda, ospitata ad Acireale presso la direzione generale del Credito Siciliano, “I rischi nell’impresa”, che ha messo insieme alcune personalità siciliane del mondo del lavoro e della ricerca che, a vario titolo, più partecipano ai processi finalizzati alla creazione di valore nell’Isola.

Dopo i saluti di Saverio Continella, Domenico Bonaccorsi di Reburdone, Francesca Aleo e Mauro Scaccianoce, sono intervenuti Luigi Aprile, Filippo D’Amico, Mauro Juvara, Fabrizio Leotta, Sergio Marullo di Condojanni, Benedetto Matarazzo, Bruno Messina, Antonio Pogliese, Giovanni Saguto e ancora Mauro Scaccianoce.

Per Antonio Pogliese, «nell’area aziendalistica, includendo anche l’assistenza e la consulenza delle professioni a partire dai dottori commercialisti, i molteplici rischi nell’azienda, fino ad oggi, non hanno purtroppo trovato adeguata trattazione, incluso anche quanto concerne gli aspetti assicurativi, che appunto coprono alcuni rischi dell’impresa». Ovviamente, rispetto agli anni Settanta-Ottanta, il processo di diffusione dei saperi nelle aziende siciliane è maggiore, «però – ha proseguito Pogliese - esso non si è affatto completato, in quanto residuano ancora ampie aree di “acultura” e di ignoranza».

Sergio Marullo di Condojanni, che ha sottoposto alla platea alcuni casi concreti di grande interesse ben noti alle cronache recenti, ha dal canto suo evidenziato come «il controllo delle risorse sia oggi sempre in mano a dirigenti, che ben spesso coltivano interessi antagonistici rispetto a quelli dei finanziatori». Ciò perché il concetto di società non è più quello di sodalizio, insieme di soggetti che perseguono uno scopo comune, «bensì, quello di impresa – ha spiegato Marullo - ossia un’organizzazione di uomini e mezzi che mirano esclusivamente al profitto».

«Chiaro, comunque, come non sia possibile neutralizzare al 100% il rischio d’impresa - ha sottolineato Mauro Juvara, del think tank Centocinquanta - mentre invece è sempre possibile organizzare la propria struttura per minimizzare i pericoli, anche a prescindere da eventuali coperture assicurative».

Il direttore generale del Credito Siciliano, Saverio Continella, ha evidenziato come «la vera crisi che deve essere evitata è la crisi dovuta all’incompetenza». «In un momento come l’attuale – ha aggiunto - il verbo “fare” deve essere declinato più velocemente che mai». Sulla stessa lunghezza d’onda Bruno Messina, direttore crediti dell’istituto bancario, che ha sottolineato come «strategia e pianificazione in azienda possano consentire una migliore visione dei rischi nell’impresa».

Del rischio come «possibilità di spostamento da un evento atteso, non per forza in senso negativo, ma anche eventualmente positivo» ha invece parlato Benedetto Matarazzo, ordinario di Matematica finanziaria all’Università di Catania.

 

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