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Oasi del Simeto, incendio devasta il canneto

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L’ennesimo incendio doloso che sta devastando la riserva naturale Oasi del Simeto pone ancora una volta il problema dell’effettiva tutela di questa area protetta.

L’incendio di vaste proporzioni appiccato ieri, e che continua sino a oggi con gli ultimi focolai, ha interessato una delle aree più importanti dell’area protetta, il canneto a nord della vecchia ansa del fiume Simeto. È questa un’area che ospita migliaia di animali tra cui specie di estrema importanza quali la Moretta tabaccata, specie minacciata a livello globale, ed il Pollo Sultano.

Almeno una volta, anche in più occasioni in un anno, aree della riserva sono interessate da incendi dolosi che rimangono costantemente impuniti. Sarebbe opportuno chiedersi come possa essere ancora possibile il verificarsi di tantissime illegalità a distanza di tanti anni dalla istituzione di questa importante riserva naturale e dal suo affidamento in gestione alla Provincia regionale di Catania. Non esiste, evidentemente, un sistema di controllo da parte dell’Ente gestore che scongiuri il ripetersi di tali tipi di devastanti aggressioni all’area protetta.

Legambiente ritiene che la Magistratura e gli organi di polizia giudiziaria debbano cominciare ad indagare in maniera approfondita sulle continue aggressioni che subisce la riserva naturale e sulle loro responsabilità. Anche per gli incendi dolosi, per i quali non è certamente facile ma non impossibile risalire ai criminali autori di questi reati ambientali indagando in primo luogo su chi ha interesse a eliminare il canneto e facilitare il deflusso delle acque delle zone umide.

Legambiente ribadisce ancora una volta la necessità di potenziare le attività di vigilanza all’interno dell’area protetta coinvolgendo anche le strutture della Protezione Civile.

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