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Martedì, 19 Settembre 2017

Adoc: affrontare subito l'emergenza prenotazioni. Le Asl come il castello di Kafka

“Che la sanità non vada bene lo sappiamo, ma che ci sia un sistema di prenotazioni da burla sulla pelle dei catanesi è un'altra storia.” L'atto d'accusa durissimo è del presidente Adoc Claudio Melchiorre.
La storia comincia con la segnalazione di alcuni iscritti Adoc che non riescono ad ottenere un appuntamento per una visita specialistica al Garibaldi di Nesima. L'associazione allora cerca il modo di monitorare la situazione più da vicino. Una dirigente dell'associazione ha bisogno di una visita specialistica e la chiede a questo punto in quella struttura.
“La nostra volontaria ha chiamato diverse volte il centro prenotazioni senza riuscire a parlare con nessuno. A questo punto è andata personalmente in ospedale ma lì il personale si è rifiutato di fare la prenotazione, ribadendo che le prenotazioni si possono fare solo telefonicamente. Solo presentandosi all'ufficio URP, grazie alla sua esperienza, la nostra volontaria ha ottenuto la prenotazione.” Secondo l'Adoc, visto il gioco dell'oca al quale è stata costretta anche la loro dirigente, il Garibaldi di Nesima può essere paragonato al Castello di Kafka.
“Va anche considerato - afferma Melchiorre- che la struttura non è dotata di numero verde e che la linea telefonica funzionante è a pagamento, alla faccia del diritto alla salute e delle nostre tasse."
Secondo l'Adoc questo non è un fatto eccezionale e richiede un intervento immediato per monitorare la situazione dei servizi ospedalieri.
L'Adoc nell'occasione ha anche allargato la ricerca e ha potuto assodare che anche il numero verde dell'asl 3 di catania 800 55 31 31 è perennemente occupato, che ai numeri di altre strutture ospedaliere non risponde quasi mai nessuno, pur ottenendo il segnale libero, mentre nella massima parte dei casi, in genere, si ottiene il segnale di occupato. “Ora -conclude Melchiorre- crediamo sia evidente che la salute è un diritto indisponibile e che il servizio pare non funzionare, specie per quello che riguarda i sistemi di accesso all'assistenza sanitaria specialistica, e che la famosa rivoluzione dei Centri Unici di Prenotazione sia fallita. A questo punto, invitiamo quanti si trovino in difficoltà per questo stato di cose, di rivolgersi all'Adoc per ottenere il diritto alla prestazione sanitaria e, se del caso, a richiedere il risarcimento da stress, biologico o da danni per la situazione in atto. Nel frattempo, ci auguriamo che il direttore generale e l'assessore regionale ci convochino o mettano mano a questa situazione.”

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