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Domenica, 05 Dicembre 2021

Commercialisti: esami di Stato a Catania, 1 ammesso all’orale, ieri confronto con i tirocinanti

da sx_cunsolo-poselli-fichera

 

Esami di Stato per commercialisti ed esperti contabili, per migliorare il sistema ognuno deve fare la sua parte: candidati, università e organi di rappresentanza della categoria. Una recente indagine del Miur attesta che negli ultimi 5 anni il numero di coloro che hanno provato l’esame di abilitazione si è ridotto di oltre il 20%: dato, questo, che ha anche indotto il Governo a formulare una decisa riforma delle professioni. Non a caso l’ultima manovra economica conteneva una bozza di proposta - poi accantonata – che eliminasse le restrizioni all’esercizio della professione, annullando l’obbligo dell’esame di Stato solo per commercialisti.

 

La situazione non è meno incoraggiante per Catania: su oltre 180 aspiranti commercialisti ed esperti contabili tirocinanti che si sono presentati alla scorsa sessione di giugno, solo un candidato è stato ammesso alla prova orale. Un dato che lascia l’amaro in bocca non solo ai tirocinanti, ma anche a chi – come l’Ordine etneo - è pronto ad accoglierli, a supportali e a seguirli nel percorso lavorativo. Dalle parole ai fatti il passo stavolta è breve: è prossima infatti la sigla di una convenzione tra l’Odcec Catania (Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili) e la Facoltà etnea di Economia, che prevede un periodo di formazione post lauream gratuito e propedeutico all’abilitazione.

Ad annunciarlo è stato il presidente Odcec Catania Margherita Poselli, in occasione di un incontro organizzato ieri al Palazzo delle Scienze, basato sul confronto aperto con i tirocinanti che hanno provato o che si accingono alle tre prove d’esame: «Per dare una svolta a questa situazione è necessario metterci i mezzi – ha commentato la Poselli – il rischio è di incorrere in facili accuse, ad esempio puntando il dito sui membri della Commissione esaminatrice. L’unica certezza è che bisogna intervenire con le risorse a nostra disposizione: preparazione e formazione. Sono le due uniche chance per superare l’esame di Stato. Non si parla di “asini” o “vittime”, si parla di studio, impegno, volontà di riuscire a superare un traguardo che è oggettivamente arduo. Questo dimostra che, a dispetto di quanto si dice in fatto di familismo o di appartenenza a una specifica area geografica, il traguardo dell’abilitazione non è scontato. Occorre concentrazione e tenacia per presentarsi davanti ad una commissione qualificata che garantisce trasparenza nei risultati. Questo è il messaggio che voglio trasmettere ai futuri professionisti».

 tirocinanti

 

Accanto al presidente Poselli sedevano anche il vice presidente Roberto Cunsolo e Giuseppe Fichera - giudice della IV sez. civile e fallimentare del Tribunale di Catania e membro della Commissione esaminatrice 2010 – che hanno ribadito l’importanza di una formazione attenta e puntuale, che tocchi tutti i settori d’interesse per la professione: «Come Ordine ci auguriamo che il numero di professionisti aumenti e si arricchisca di giovani leve preparate e aggiornate – ha affermato Cunsolo – ma forse occorre anche rivedere il sistema nella sua interezza, partendo da una formazione più specifica all’Università, continuando con un tirocinio altamente professionalizzante, finendo con uno studio trasversale in prossimità d’esame».

Quanto alle novità anticipate dall’ultima manovra Tremonti, il magistrato Fichera ha rassicurato sul fatto che «non si tratta di una totale deregulation delle professioni, perché restano fermi l’obbligo d’esame, gli Ordini professionali e soprattutto l’obbligo di formazione continua permanente, pena una sanzione disciplinare. Inoltre – ha concluso Fichera – per il tirocinante è previsto un equo compenso di natura indennitaria, commisurato al suo concreto apporto». Dal canto loro, gli aspiranti professionisti non hanno risparmiato domande, perplessità e richieste di suggerimenti pratici, certamente un utile contributo per tentare di cambiare il corso delle cose.

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