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Martedì, 07 Luglio 2020

Etnafest, bilancio di fine estate

Non tutte le ciambelle riescono col buco. Etnafest, invece, non fallisce mai una mossa. Anche il cartellone estivo, appena concluso, ha confermato la validità della manifestazione. Gli ingredienti sono pochi, ma ben collaudati: qualità del programma e degli esecutori, capacità di andare incontro alle richieste di ogni genere di pubblico, l’accesso libero e gratuito, l’utilizzo di spazi di grande suggestione, quali sono il Chiostro di Palazzo Minoriti e gli anfiteatri delle Ciminiere. Con questi ingredienti è facile attrarre migliaia di spettatori che, rimasti per in città in pieno periodo di ferie, hanno la possibilità di trascorrere piacevoli serate assistendo a proiezioni di film, concerti di musica, messinscene teatrali.

La Provincia regionale di Catania, promotrice della manifestazione, è riuscita armonizzare una coralità di voci per realizzare spettacoli variegati. Il vertice, ovviamente, sono state le Belliniadi che si sono svolte in quattro serate, a ridosso di ferragosto, con concerti che hanno toccato l’anima e provocato ovazioni. La musica è stata anche protagonista di spettacoli che, sempre a Palazzo Minoriti, hanno espresso il mondo del jazz, della sperimentazione sonora, del repertorio classico. Non meno interessanti le serate alle Ciminiere, dove, complici serate mai piovose, è stato possibile con cadenza quasi quotidiana assistere a spettacoli, che si sono conclusi pochi giorni fa con il concerto di Ron.

Facendo un bilancio di Etnafest estate, il presidente Giuseppe Castiglione ha dichiarato: “Certo tutto è perfettibile, ma siamo certi che la formula creata per Etnafest sia quella giusta. Pertanto, proseguiremo lungo la stessa strada, ma saremo anche lieti di poter accogliere le richieste che ci verranno dal pubblico più esigente. Non è escluso che l’anno prossimo il nostro cartellone possa esser presentato in anteprima alla Bit di Milano. In tal mono avremo la possibilità di intercettare anche i turisti che viaggiano gravitando attorno al mondo degli spettacoli”.

Etnafest 2011 ha moltiplicato l’offerta degli spettacoli e li ha diversificati per andare incontro ai gusti del pubblico. Se volessimo fare un amarcord della manifestazione appena conclusa, dovremmo partire dall’8 agosto, data del concerto inaugurale delle Belliniadi, un festival che ha mostrato di essere tra gli appuntamenti più importanti dell’estate italiana. “La parola evento è attualmente abusata, ma mai opportuna come in questa occasione”, ha esclamato Castiglione enumerando gli interpreti sul palco - Arkady e Tatiana Zenziper, Kostantin Kats, Andrei Dogadin, Ints Dalderis – tutti artisti di gran nome, accompagnati da musicisti altrettanto bravi, ma di scuola tipicamente italiana e gloria del nostro Teatro Massimo Bellini, cui spetta il merito di tenere alta l’offerta musicale a Catania.

Una scommessa vinta è stata anche quella di Etnafest teatro. Il pubblico ha applaudito i testi della tradizione dialettale, ma ha anche gradito le compagnie teatrali capaci di allargare il loro repertorio alle opere scritte in dialetto da commediografi contemporanei. Un esempio di questo tipo di produzione, che rinvigorisce la drammaturgia regionale ponendosi sulla scia di Martoglio, fa ben sperare sul futuro del nostro teatro dialettale.

L’affluenza di spettatori ha anche permesso la buona riuscita della rassegna Etnafest cinema, dedicata all'Unità d'Italia, nell’anno della sua celebrazione. Tanti i film proiettati, ma il plauso va a “Noi credavamo”, con la regia di Mario Martone, che è riuscito a dare un affresco esemplare del nostro Risorgimento. Segno che alle volte un film, o un romanzo, hanno il sapore di un’epopea e possono insegnare più di un libro di storia.

 

 

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