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Domenica, 12 Luglio 2020

Asp, il direttore si dimette

«Aver raggiunto tutti gli obiettivi di salute che mi erano stati assegnati, aver recuperato risorse prima sprecate ed oggi reinvestite nel miglioramento dell’offerta sanitaria ed aver adempiuto al programma di rifunzionalizzazione aziendale, non è bastato». Con queste parole il direttore generale dell’Asp Catania Giuseppe Calaciura ha commentato la notizia della firma del provvedimento delle dimissioni presentate all’assessore regionale alla Salute Massimo Russo.

«Accettando una responsabilità enorme, come quella della direzione generale di una delle Asp più grandi d’Italia - ha sottolineato Calaciura - metti in conto tanto lavoro, tanto impegno e sai di non doverti aspettare nulla o quasi, se non l’orgoglio di esserti speso con passione ed onestà e di essere riuscito a coinvolgere tutti coloro che con abnegazione e gratuità hanno consentito, ogni giorno, il raggiungimento di risultati importanti. Ed ancora sono rimasto veramente impressionato che in queste ore di gogna mediatica, cittadini, operatori, dipendenti, sindacati, associazioni di categoria hanno ritenuto in ogni forma di manifestarmi stima e solidarietà».

«E ritenendo inaccettabile – ha continuato Calaciura - continuare a subire un quotidiano stillicidio mediatico, ho comunicato volontariamente le mie dimissioni: una scelta che rispecchia il mio modo di essere e di fare».

LE CAUSE DEL DISAVANZO

Il manager dell’Azienda sanitaria etnea Giuseppe Calaciura, spiega le cause che hanno determinato un disavanzo di 18,396 milioni di euro rispetto al concordato.

DEBITO COL COMUNE DI CATANIA. Il riconoscimento di oltre 13 milioni di euro al Comune di Catania è relativo ai debiti delle prestazioni sanitarie per i ricoveri nelle case di riposo convenzionate: passivi che risalgono all’arco temporale che va dal 1998 al 2009, e che dunque vanno ben oltre il tempo del governo aziendale attuale, i cui bilanci non hanno mai riportato, neppure come prudente accantonamento, il relativo debito per quota annuale. Il mancato inserimento del debito del Comune nei confronti dell’Asp, è conseguenza del diverso ordinamento contabile degli Enti locali, che impedisce l’accertamento dei debiti in mancanza di preventivi provvedimenti autorizzativi della spesa: il passivo, pertanto, non può essere riconosciuto e finanziato quale voce “fuori bilancio”.     

LA MOBILITÀ. Altra voce che ha influito sul bilancio dell’Asp è quella relativa alla “mobilità passiva”, quella delle migrazioni dei pazienti che, per trovare risposta ai propri bisogni di salute, decidono di spostarsi dalla città in cui risiedono. E se da un lato c’è la mobilità passiva extraregionale, dall’altro c’è “la mobilità passiva fisiologica”, che riguarda i pazienti di tutta la provincia che vengono ricoverati in strutture – anche della città di Catania - che non sono di pertinenza dell’Asp (ovvero Caltagirone, Militello, Acireale, Giarre, Paternò, Biancavilla e Bronte). Per far fronte a questo problema e per regolare volumi e tipologie di attività e prestazioni con il Policlinico, il Garibaldi, il Vittorio Emanuele e il Cannizzaro, abbiamo avviato la contrattazione negli scorsi mesi – ha concluso Calaciura – ma senza raggiungere un accordo, a causa della complessità del problema e della libertà che il cittadino ha nel decidere dove curarsi.

 

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