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Domenica, 09 Agosto 2020

Caltagirone - In Consiglio comunale il piano per il rilancio della casa di riposo “Santa Maria di Gesù”

“La casa di riposo Santa Maria di Gesù non chiude. La situazione resta difficile, ma stiamo gradualmente creando le condizioni per garantire, attraverso il contributo di tutti, un futuro migliore”. Parole di Gino Alaimo, il commissario straordinario che ha avviato l’operazione-risanamento. E che venerdì sera, accompagnato dai suoi principali collaboratori, Calogero Bongiorno e Filippo Raitano, ha illustrato in Consiglio comunale (riunitosi in seduta strordinaria e urgente) le iniziative in atto e in programma. Il rilancio si fonda su 4 punti: “”Il funzionamento a regime – ha spiegato il dott. Alaimo -, vale a dire con 52 anziani (da 28 si è passati a 35 e la prossima settimana saranno 41); il pieno utilizzo dell’ex casa protetta per ospitare profughi dal Nord Africa (adesso sono 25, ma potranno arrivare a quota 50); la vendita di beni (l’Ipab ha un patrimonio immobiliare di circa 5 milioni di euro); l’attivazione di nuovi servizi che assicurino ulteriori entrate”. Intanto, sono in arrivo, per i dipendenti (in totale 28: 13 a tempo indeterminato e 15 a tempo determinato) 2 delle 33 mensilità arretrate.

Il Consiglio ha espresso forte fiducia nell’operato di Alaimo e tre consiglieri (i geometri Roberto Gravina e Settimo De Pasquale e l’architetto del verde Angelo Alba) si sono persino messi a disposizione gratuitamente per le proprie competenze professionali.

“Ci auguriamo – ha detto il presidente Fortunato Parisi, a cui in tanti hanno dato merito dell’utile confronto – che si possa aprire una pagina nuova per la struttura e per ciò che essa rappresenta in termini di accoglienza e occupazione” Cauto ottimismo anche dall’assessore alle Politiche sociali, Cristina Navarra: “Il dato più significativo è che l’Ipab si allinea a una visione moderna del servizio socio-assistenziale”. Luca De Caro: “Sì a un nuovo utilizzo dei beni dell’ente”. Inviti a fare fronte comune e a mettere da parte le sterili polemiche sono giunti da Sergio Domenica, Maurizio Bauccio, Settimo De Pasquale, Francesco Tasca, Filippo Pozzo e Angelo Alba. Francesco Aleo ha denunciato “le tante incongruenze del passato”. Da Giovanni Garofalo accuse di immobilismo al governatore Lombardo. Giacomo Pulvirenti ha chiesto “scelte forti e coraggiose”.

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