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Giovedì, 21 Ottobre 2021

Grande soirèe de la danse a Palazzo Minoriti

Cavalleria Rusticana-Finale

 

La Critica è sempre stata benevola con l’operato del ballerino – maestro Lino Privitera, ma in occasione dell’ultimo spettacolo andato in scena lo scorso 10 luglio, a Catania, nel meraviglioso Chiostro ottocentesco di Palazzo Minoriti, gli esperti presenti in platea sono stati i primi ad alzarsi dalla sedia, al termine della Cavalleria Rusticana, dando così l’avvio ad una memorabile standing ovation con applauso di quasi 10 minuti. Non contenti, peraltro, hanno voluto salutare e congratularsi personalmente con gli attori-ballerini, dietro le quinte.

Oltre alle ottime capacità tecniche proprie della danza, gli allievi di Privitera sono stati elogiati anche per i fondamentali di arte scenica, capacità questa, presente nei ballerini più grandi come nei più piccoli dai 4 anni in su. La nota è stata sottolineata soprattutto dall’attrice siculo-fiorentina, Fioretta Mari e dalla grande regista e produttrice Manuela Metri.

“Lino Privitera sa sempre come stupirmi… dire che i suoi allievi sono bravi è dire poco- ha dichiarato alla fine dell’evento Fioretta Mari. Nella Cavalleria Rusticana, poi, che peraltro conosco a memoria, mi sono commossa perché è un’opera che mia madre cantava magnificamente. Se a Catania vi sono esempi di tale levatura artistico-culturale, è per me un ulteriore piacere tornare nella terra di mia madre, la mia amata Sicilia”.

“Ritengo che stasera tutti si siano emozionati ammirando la versione minimalista ma estremamente struggente e coinvolgente della Cavalleria Rusticana di Lino Privitera – ha dichiarato la Metri. Ho accolto, poi, con grande favore, l’elemento innovativo del preludio iniziale, l’esordio in scena dalla processione del Venerdì Santo, invece che dalla domenica di Pasqua”.

Pietro Mascagni soffia sul fuoco delle passioni con la sua musica, narrando con le note, quella Sicilia dove l'amore e la famiglia hanno un ruolo fondamentale e devono essere salvaguardati. Lino Privitera è stato all’altezza del genio del compositore livornese, come regista e come ballerino, facendo emergere, con incredibile “verosimiglianza verghiana”, tali aspetti così cari a tutti i siciliani finanche dei giorni nostri.

L’atto unico di G. Targioni-Tozzetti e G. Menasci, è una storia d’amore, di gelosia, di tradimento, ma è anche la condanna di quelle che erano le “leggi” di un’assurda cavalleria, come il morso all’orecchio che lancia la sfida: regole passate, antiche, radicate nell’istinto degli uomini e non insite nei luoghi.

Il regista e coreografo Privitera colloca i minimali luoghi e ricontestualizza, nella prima metà del novecento, gli eventi del melodramma, originariamente ambientato nella Sicilia di fine ‘800, nei giorni a partire dal Venerdì Santo fino alla domenica di Pasqua, quando Turiddu viene ucciso.

“A te la mala Pasqua, spergiuro!” con questa frase-chiave, l’amore di Santuzza si trasforma nel più amaro veleno. Santuzza da vittima è diventata carnefice. E a queste parole le fa eco la risposta di compare Alfio, ferito nell’amore e nell’orgoglio: “In odio tutto l’amor mio finì”.

Il celebre Intermezzo è anche scenario sinfonico all’interpretazione metaforica: la Compassione che incontra il peccato; Santuzza piange e intorno a lei appaiono, come ombre fugaci, quei peccati che le tormentano l’anima per aver amato. Questa parte, difficile e significativa, è stata interpretata dallo stesso Lino Privitera con la sua proverbiale professionalità e sensibilità artistica.

Cavalleria Rusticana tradizionalmente rappresenta, con il suo codice espressivo legato a simboli e riti della tradizione, un’opera “maschile”, in cui la donna non trova spazio per l’espressione della propria esistenza se non nell’ambito del rispetto di regole e canoni di etica e bellezza stabilite dagli uomini.

Il regista, invece, mette in scena un punto di vista differente: rappresenta questa Sicilia, con i suoi spaccati di vita quotidiana, declinando la lettura del sacro fuoco dell’amore, “al femminile”, un’angolatura alternativa, in cui le donne sono vittime della loro stessa passionalità portata all’eccesso: l’amore di Santuzza, donna ferita ed innamorata che impazzisce di gelosia e cede all’ira; l’amore frivolo e capriccioso di Lola che vuole tutto e che riprende il suo uomo per ripicca nei confronti di un'altra donna; l’amore della madre, Lucia, che ama il figlio disperatamente e lo vuole proteggere ad ogni costo. Si compie così la personale Via Crucis di Turiddu e con lui di tutti i personaggi femminili, in una perfetta sintesi di effusione melodica e istintivo impeto drammatico.

Il gran finale, non si serve di alcun effetto scenico e coreografico, punta piuttosto sull’intensità interpretativa dei protagonisti e quindi lascia il tutto alla sensibilità del pubblico.

Ma non è finita qui…la notizia è che da più parti è stato richiesto che questa Cavalleria Rusticana diventi un vero e proprio spettacolo itinerante…Lino Privitera ed il suo staff stanno valutando la possibilità

 

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