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Lunedì, 03 Agosto 2020

Europa 2020: Giornate di studio per le Province a Bruxelles

UPI TECLA Europa 21 giugno 2011 306

 

Bilancio, politica di coesione e strategia Europa 2020, sono le parole chiave intorno alle quali si sviluppa il corso promosso da Upi (Unione Province Italiane ) tramite il suo ufficio di Bruxelles, Upi Tecla Europa, e la Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione Locale (SSPAL) . Tre giornate di lavoro, fino al 23 giugno, riservate a trenta presidenti di Province italiane che vedono la partecipazione di esperti e rappresentanti delle Istituzioni europee ed internazionali, nel corso di incontri che culmineranno con un confronto politico tra gli amministratori politici, i rappresentanti del Parlamento europeo e del Comitato delle Regioni.

«L’obiettivo – ha dichiarato il Presidente dell’Upi Giuseppe Castiglione – è di dare supporto al sistema delle Province per affrontare da protagoniste le sfide lanciate dalla nuova strategia di crescita dell’Ue. Vogliamo contribuire a qualificarne la presenza in Europa nella la consapevolezza di quanto le amministrazioni possano concorre a definire ed implementare le politiche europee, giocando un ruolo di primo piano nei processi di governance sia   nazionale sia comunitario. Proprio qualche giorno fa – ha ricordato Castiglione – a Roma si è sottoscritto il nuovo Statuto Giuridico della CEPLI (Confederazione Europea Poteri Locali Intermedi) di cui sono presidente. Per l’Italia delle Province e dei Comuni – ha aggiunto – in tempi di tagli ai bilanci l’Europa rappresenta una occasione determinante per utilizzare risorse preziose per progetti di sviluppo economico e sociale dei territori e delle comunità. Certo, se guardiamo ai dati sull’utilizzo delle risorse dei Fondi strutturali  Europei il quadro è sconfortante: ad oggi abbiamo speso solo 7, 2 miliardi sui quasi 60 assegnati dall’Ue. Un vero e proprio spreco, che discende anche dal mancato coinvolgimento degli Enti locali nella definizione dei progetti. Occasioni come queste giornate di studio sono determinanti per sostenere le Province nella costruzione di proposte unitarie da presentare in Europa, e assicurare una rappresentanza forte a chi amministra, rappresenta e tutela i territori e le comunità locali in vista della nuova programmazione della Politica di Coesione Ue 2014 – 2020».

Dello stesso avviso è stata il segretario generale aggiunto del Parlamento europeo, Francesca Ratti,  che ha aperto i lavori della prima giornata del corso. « Per dare nuovo slancio all’Europa è necessario leggerla in chiave territoriale – ha affermato il segretario Ratti -. L’Europa è formata da 27 Paesi e 500 milioni di abitanti. Altiero Spinelli, di cui sono stata assistente per più di 12 anni, diceva che è l’unico progetto politico vero dal dopoguerra ad oggi, ed io ne sono sicura. Ma in questo momento il ‘progetto Europa’ sta vivendo una crisi e a questa crisi bisogna rispondere in maniera unitaria. Le Province – ha concluso – sono i soggetti che, insieme ai Comuni, possono meglio di tutti implementare le politiche europee e renderle una realtà concreta».

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