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Martedì, 04 Agosto 2020

Caltagirone - No all'Ato unico, la disobbedienza civile del calatino

Il sindaco di Caltagirone Francesco Pignataro parla di “disobbedienza civile nell'interesse del nostro territorio e delle nostre comunità, per evitare che la politica uccida una delle esperienze migliori in Sicilia in materia di rifiuti”.

La battaglia “bipartisan” delle 15 municipalità del Calatino per far sì che, nella riorganizzazione del sistema dei rifiuti, si salvaguardi l'esperienza di Kalat Ambiente e l'autonomia di questo comprensorio, diventa sempre più cruenta. Ieri mattina i sindaci hanno detto “no” alla liquidazione della Società (prevista dalla legge 9 e dalla circolare assessoriale entro il 30 maggio) ed eletto un Cda provvisorio (un anno), avviando la separazione degli impianti (uno di compostaggio, l'altro della frazione secca, e un terreno di 70mila metri quadrati) che sono patrimonio ed elemento qualificante del territorio.

“In Sicilia – spiega Pignataro - potevano essere salvate 2/3 esperienze virtuose, ma la politica si è nascosta dietro i confini provinciali, decretando la morte di quelle realtà, come la nostra, che non coincidevano con queste dimensioni e decidendo, quindi, di non assumersi la responsabilità e il merito di tenere conto delle specificità territoriali. Noi non ci stiamo e, nel segno della piena unità d'intenti, compiamo una scelta coraggiosa, per non rimanere coinvolti nel disastro generale e per garantire il diritto delle nostre comunità a servizi efficienti”.

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