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Sabato, 05 Dicembre 2020

Le imprese siciliane e il rischio di liquidità

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La mancanza di liquidità colpisce quasi tutte le aziende siciliane, soprattutto quelle operanti nel settore industriale che soffrono più delle imprese commerciali. La soluzione per affrontare in modo vincente questa congiuntura poco rosea? Prendere esempio dalle grandi realtà presenti sul territorio isolano per “copiarne” il modello organizzativo e affidarsi a report di analisi che consentano di definire lo stato di salute dell'azienda e anche di pianificare la sue attività nel futuro più immediato.

E' la strategia anticrisi proposta oggi a Catania, durante il convegno “Rischio liquidità e ruolo dei sistemi informativi” organizzato all'Hotel Parco degli Aragonesi da Andaf Sicilia e Associazione Centocinquanta in collaborazione con Banca Popolare dell'Etna, Banca Agricola Popolare di Ragusa, Kpmg e Sistemi Torino.

A confrontarsi su questo argomento di stretta attualità illustri esperti del mondo della finanza d’impresa, tra i quali uno dei massimi dirigenti dell'Ac Milan, il direttore finanziario Massimo Campioli. Campioli, in particolare, si è soffermato sul caso che gli è più familiare, quello della società sportiva, indicata come esempio di realtà economica più suscettibile al rischio liquidità. “Il rischio di indebitarsi – ha spiegato il Cfo del Milan - è più elevato non solo per via degli elevati stipendi dei calciatori e degli alti costi strutturali, ma anche perché in Italia il sistema calcio prospetta meno possibilità di ricavi ai club rispetto a quanto succede all'estero”. Il riferimento è alla proprietà degli impianti sportivi. “La differenza di fatturato tra una squadra italiana e una spagnola relativamente allo stadio è elevatissima: 130 milioni per gli spagnoli, solo 30-40 per gli italiani. Per colmare il gap c'è la necessità che gli stadi diventino di proprietà dei club migliorandoli dal punto di vista architettonico in modo da renderli più accoglienti anche per le famiglie e sfruttandoli al 100% pure per il resto della settimana”.

Ma se la società sportiva è di per sé a rischio, in questa fase economica non stanno meglio neppure le altre categorie di imprese.

“La crisi finanziaria, così come ci è stata presentata negli ultimi tre anni, ha posto problemi sia in ordine alla possibilità di pianificare gli investimenti, che in relazione alla capacità delle aziende di far fronte agli impegni presi in termini di pagamenti – ha specificato Mauro Juvara, presidente dell’associazione Centocinquanta - In questo contesto parecchie sono state le imprese italiane che, incapaci di far fronte al problema della liquidità, hanno dovuto cedere il passo a strumenti di tutela di matrice giudiziaria ovvero a procedure concorsuali”.

“Tutte le aziende presenti sul nostro territorio stanno subendo la cosiddetta crisi di liquidità – ha sottolineato Filippo D’Amico, presidente Andaf Sicilia – A parte le questioni legate al calo di fatturato e alle giacenze di magazzino, per superare questa fase bisognerà organizzarsi in maniere diversa, prendendo come esempio le grandi imprese siciliane e pianificando il futuro immediato. Le aziende siciliane sono sottocapitalizzate: è opportuno che gli imprenditori le ricapitalizzino e che venga fornito maggior supporto da parte degli istituti di credito che attualmente guardano molto l'analisi andamentale e in base a questa assegnano i rating per la concessione dei prestiti. Le aziende devono fornire report periodici di analisi affinché si possa monitorare costantemente l'andamento dello sviluppo dell'impresa”.

Il meeting di questa mattina, introdotto da Margherita Poselli, presidente dell'Ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili di Catania, ha registrato anche gli interventi di Roberto Marino (presidente Aiti Sicilia), Gaetanino Cascone (responsabile per Catania della Banca Agricola Popolare Ragusa), Massimo Campioli (vicepresidente Andaf e Cfo dell’A.C. Milan), Emanuele Diquattro (responsabile ufficio Risk Management Banca Agricola Popolare Ragusa), Mauro Juvara (presidente dell’associazione Centocinquanta), Raffaele Mazzeo (senior advisor KPMG) e Davide Vierzi (responsabile marketing di prodotti Sistem).

Il congresso di oggi era accreditato ai fini della formazione professionale per i dottori commercialisti e per gli esperti contabili di Catania.

 

 

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