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Rifiuti, no dei sindaci e dei presidenti dei consigli all'ingresso del Calatino “nel calderone dei disservizi provinciali”

Fronte comune fra le 15 municipalità del Calatino per far valere le istanze del territorio e continuare a battersi affinché, nella riorganizzazione del sistema dei rifiuti, si salvaguardi l'esperienza di Kalat Ambiente e l'autonomia di questo comprensorio. Fronte comune, quindi, per dire no all'Ato unico dei rifiuti, con una strategia unitaria.

C'erano praticamente tutti, sabato mattina, al municipio di Caltagirone, all'incontro promosso dal sindaco e dal presidente del Consiglio comunale, Francesco Pignataro e Fortunato Parisi. C'erano i sindaci, gli assessori e/o i presidenti dei consigli comunali di Castel di Iudica, Grammichele, Licodia Eubea, Mazzarrone, Mineo, Militello in Val di Catania, Mirabella Imbaccari, Raddusa, San Cono, San Michele di Ganzaria, Scordia e Vizzini oltre, naturalmente, Caltagirone. Alla riunione pure il consigliere provinciale Elio Vanella. E c'era anche il presidente di Kalat Ambiente, Vittorio Digeronimo. Tutti d'accordo nel convocare, in seduta urgente, i consigli comunali per lunedì 30 maggio (a Caltagirone stasera, lunedì 30, alle 21), per avviare la discussione sugli adempimenti relativi alla costituzione di una società consortile per la regolamentazione del servizio gestione dei rifiuti su base provinciale. Ma tutti d'accordo, nel contempo, sul fatto che lo schema di statuto, così come approvato venerdì, a maggioranza e non senza polemiche, dal Consiglio provinciale, “non va bene e penalizza il Calatino, non tenendo conto di questa realtà virtuosa e rischiando seriamente di risucchiarla nel calderone dei debiti e dei disservizi catanesi e provinciali”.

L'orientamento comune è, quindi, quello di avviare, già da domani, la discussione sull'argomento, ma di integrare lo schema di statuto approvato dalla Provincia con una serie di previsioni “che tutelino – hanno spiegato gli intervenuti - l'esperienza positiva del Calatino per ciò che attiene sia al sistema di raccolta, sia alle importanti infrastrutture. Il nostro comprensorio si è connotato, in questi anni, per la capacità di esprimere una visione unitaria dei problemi e delle modalità di soluzione. Il patrimonio di Kalat Ambiente (con due importanti impianti, uno di compostaggio, l'altro della frazione secca, e un terreno di 70mila metri quadrati) non può essere depauperato, anche perché è il frutto degli sforzi e dell'azione sinergica delle varie comunità”.

 

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