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Martedì, 26 Gennaio 2021

Turismo: «progettualità condivisa per riempire gli alberghi»

25 maggio 2011

 

Come investire i fondi del Por Sicilia 2007-2013 per il sistema turistico di Catania? E soprattutto a chi compete formulare la risposta, di certo complessa e necessariamente concreta? È compito esclusivo degli amministratori o bisogna considerare anche la voce delle categorie professionali che lavorano per e con questo settore?

La logica chiave sembra essere quella della “progettualità condivisa”, come è emerso dalla tavola rotonda svoltasi questa mattina (25 maggio) nella sede della Camera di Commercio catanese, che ha riunito i rappresentanti di importanti forze del territorio etneo e siciliano. “Catania 2015: un progetto turistico” è il tema attorno a cui hanno discusso i presidenti degli Ordini degli Ingegneri e degli Architetti di Catania, Carmelo Maria Grasso e Luigi Longhitano, il presidente di Federalberghi Sicilia Nico Torrisi, insieme agli organizzatori dell’evento il presidente della Federazione Italiana Pubblici Esercizi – Confcommercio (Fipe) Dario Pistorio e il presidente dell’Osservatorio e-Medine Giuseppe Ursino. In rappresentanza della Camera di Commercio è intervenuto Nino Nicolosi, mentre per l’Ordine catanese degli Avvocati era presente Giovanni Vanadia.

«Turismo è organizzazione – ha esordito Grasso – le bellezze naturali del nostro territorio sono necessarie ma non autosufficienti, perché il loro fascino è compromesso innanzitutto dalla mobilità insostenibile del sistema dei trasporti. Catania è la città etnea ma per raggiungere il vulcano il turista deve essere agevolato, non scoraggiato dalle distanze e dai tempi lunghi».

Accanto alle esigenze infrastrutturali Longhitano sottolinea «la necessità di una grande architettura contemporanea che diventi attrazione turistica, valorizzando il paesaggio e il patrimonio esistente. La Plaia non ha nulla da invidiare alla costiera romagnola ma non basta soltanto il mare, occorre mettere in rete i piccoli sistemi – la montagna, il polo commerciale, la convegnistica, i grandi eventi, le feste religiose di cui Sant’Agata è certamente il perno – attraverso un’unica regia. Catania è una bella città, come tutti dicono, ma bisogna saper attrarre i turisti. Bisogna riempire gli alberghi».

Torrisi conferma le difficoltà che sta affrontando il movimento ricettivo in Sicilia e nella provincia catanese: «il 70% degli alberghi è vuoto a causa del proliferarsi di strutture extralberghiere abusive che hanno drogato il mercato. È opportuno quindi fare sistema anche in questa direzione. Inoltre è necessario sfatare la concezione che siano i croceristi a portare le ricadute economiche sul nostro territorio perché il loro è un passaggio “mordi e fuggi”. È opportuno invece richiamare i turisti “veri”, quelli che sul territorio ritornano e investono. Condividiamo la riqualificazione dei palazzi storici e dell’impianto urbano esistente per una vocazione turistica, purché si adotti un metodo condiviso».

E proprio dall’idea di condivisione nasce la proposta di istituire un tavolo di concertazione fra i soggetti presenti, per sviluppare idee e progetti concreti da presentare alle amministrazioni, sia comunali ma anche e soprattutto provinciale e regionale. Il primo argomento scelto su cui le categorie si confronteranno sarà il futuro del Porto di Catania.

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