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Martedì, 01 Dicembre 2020

Sgombero di Palazzo di Cemento. Stancanelli:”Segnale straordinario di legalità per Librino”

Sono in fase di esecuzione gli ultimi traslochi dei beni mobili appartenenti alle famiglie che nel corso della giornata hanno lasciato l’edificio di viale Moncada 3 nel quartiere Librino a Catania che da anni occupavano abusivamente, a seguito di un’ordinanza del sindaco Raffaele Stancanelli fatto giuridicamente improcrastinabile dopo le disposizioni del Comitato per l’Ordine Pubblico e la Sicurezza e dell’Asp, che hanno concordato un intervento volto a vietare l’abitabilità dell’edificio per salvaguardare l’incolumità e la sicurezza pubblica degli stessi abitanti e del quartiere circostante. L’intervento di sgombero realizzato senza particolari problemi di ordine pubblico ha visto la collaborazione della Prefettura, della Questura, dell’ASP, dei vigili del Fuoco di tutte le Direzioni del Comune, della Multiservizi S.p.A. ,della AMT di numerosi volontari e della Municipalità. “A Librino si sta finalmente affermando la legalità e il rispetto delle regole di igiene pubblica e sicurezza, una situazione indecente che si protraeva da oltre venti anni –ha detto il sindaco Stancanelli- un fatto di straordinaria importanza per una parte di Catania dove vivono settantamila catanesi che vogliono riscattarsi dalla condizione di emarginazione in cui si sentono ingiustamente relegati. Siamo accanto in concreto a queste famiglie che hanno oggi collaborato all’esecuzione di questo provvedimento e per sostenerle abbiamo attivato con l’Assessore alle Politiche Sociali Carlo Pennisi strumenti idonei ad affrontare al meglio l’emergenza. Le soluzioni che stiamo attuando –ha proseguito il sindaco Stancanelli- anzitutto puntano a rimettere in regime di legalità questi nuclei familiari dando loro l’accoglienza temporanea in emergenza viste anche le situazioni di estrema criticità sanitaria. Ulteriori strumenti –ha aggiunto il primo cittadino- sono il “buono casa”, ovvero un contributo mensile integrativo al canone locativo che è parte di progetti d’inclusione sociale e di fuoriuscita dalle aree degradate di cui il palazzo di Cemento di Librino non rappresenterà più l’emblema. Negli ultimi dieci giorni sono stati prospettati alle famiglie percorsi di uscita dalle condizioni di degrado e invivibilità nelle quali avevano nutrito la mal riposta speranza di poter accedere ad una casa popolare. Si è definitivamente chiarito che quella condizione non avrebbe potuto legittimare alcuna aspettativa rispetto a case popolari per altro sempre meno disponibili e finanziabili”.
Infine il sindaco ricorda che una volta completamente liberato dai materiali e ripulito “Palazzo di Cemento non sarà più disponibile a insediamenti abusivi e ad usi strumentali come quelli che hanno caratterizzato la sua storia. A tal fine –conclude il sindaco- nell’ambito delle intese raggiunte mediante un accordo già stipulato a febbraio tra il Comune, le parti sociali e l’ANCE, la stessa associazione dei costruttori ha aderito ad un percorso concordato con la Prefettura e con l’Amministrazione per riqualificare l’immobile come terreno concreto per ridefinire nella legalità i rapporti tra Librino e la città”.

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