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Legalita’ sportiva: Ledesma, Sciacca e Giusi Malato tra i banchi di scuola

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Una data e un evento: il 2 febbraio 2007 e la morte dell’ispettore capo Filippo Raciti durante gli scontri fuori dallo stadio Massimino al termine del derby tra Catania e Palermo. Una cicatrice per la città e per il mondo sportivo che ha scosso gli animi e riportato l’attenzione su quello che di più sano esiste nello sport: i valori del sacrifico, dell’aggregazione e del rispetto verso il prossimo. Questi fatti sono stati superati grazie alla voglia di ricostruire la legalità di tanti uomini sportivi e politici, ma resta comunque l’intenzione di guardare avanti e fare bagaglio di ciò che è accaduto affinché episodi del genere non si ripetano mai più.

Proprio l’analisi della biografia del territorio e dei suoi bisogni sono alla base del progetto “La Cultura sportiva… scuola di vita” - messo in campo dall’Associazione Sportiva Dilettantistica C. Catania Beach Soccer, in partnership con il Calcio Catania, Pianeta Vacanze Equipe e World Marketing e Consulting e con il patrocinio del ministero della Gioventù, presentato stamani alla Provincia Regionale di Catania.

«Iniziative di questo genere vanno sostenute sul territorio e nelle scuole – afferma il neo assessore provinciale Salvo Licciardello – perché lo sport non si svolge solo dentro il rettangolo di gioco ma anche in tribuna quando si tifa a sostegno della squadra del cuore. Abbiamo sposato questo evento perché riteniamo che il fair play si apprende anche attraverso l’esempio e possa accompagnare i ragazzi non solo in campo ma, più in generale, nel percorso di crescita».

«Il progetto ha un valore pedagogico e sociale e sul territorio ha anche il sapore del riscatto » sottolinea Vincenza Bifera, relatrice del progetto. «Attraverso seminari, convegni e appuntamenti con personaggi sportivi che racconteranno la loro storia personale i ragazzi potranno imparare le corrette competenze ed interiorizzare valori che in futuro potranno essere loro utili».

Un argomento, quello della cultura sportiva come mezzo per una crescita sana dei giovani, messo in evidenza da tutti i relatori che hanno preso parte alla conferenza stampa: il funzionario al provveditorato agli Studi della provincia di Catania Gino Gazzo e il presidente C. Catania Beach Soccer Carmelo Musumeci.

«Spero che la scuola e le istituzioni continuino a sostenerci come fatto sinora per non disperdere le potenzialità di un progetto che deve coinvolgere i giovani e le loro famiglie, passando attraverso le scuole e sui campi sportivi dove si struttura l’identità dei ragazzi» enfatizza Musumeci.

A sostegno di questa tesi anche le parole di Gazzo: «La scuola ha una grande responsabilità che non vuole e non può declinare e certamente un progetto come questo è da sostenere soprattutto nell’acquisizione di valori che purtroppo come ci insegna la cronaca in questi tempi sono andati scemando». Presentati anche i primi appuntamenti che renderanno di certo felici gli appassionati di calcio e i tifosi del Catania. Martedì, 24 maggio, sarà il centrocampista del Catania Calcio Pablo Ledesma a raccontare la sua storia dinnanzi agli studenti dell’istituto Michelangelo di Scordia (Ct). Sarà poi il turno – martedì 31 maggio presso l’istituto Filippo Eredia di Catania - della campionessa olimpica Giusi Malato, l'unica giocatrice ad avere vinto nel 2003 la prestigiosa Calottina d'Oro, premio assegnato al miglior pallanotista del mondo. La giornata proseguirà nel pomeriggio al campetto San Francesco della Plaia con un incontro promosso dall’associazione Andrea Stimpfl (calciatore scomparso qualche anno addietro ricordato come un ragazzo educato, serio, bravo e una “roccia” in campo) che organizza corsi gratuiti di calcio per i bambini dei quartieri a rischio. Testimonial sarà proprio “uno di loro” il giovanissimo centrocampista del Catania e catanese doc, Fabio Sciacca.

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