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Giovedì, 21 Ottobre 2021

Adoc: una manifestazione per tornare un Paese civile anche a Catania

“Diecimila contribuenti di Cagliari e del Sulcis Iglesiente hanno protestato contro le pratiche di Equitalia, ma la protesta arriva anche a Catania. Se gli enti locali desiderano gestire la rabbia e non subirla, si muovano. Sono anni che facciamo pressione per percorsi concertati.” Ad affermarlo è Claudio Melchiorre, presidente Adoc e animatore, con cittadini e amministratori di alcuni comuni etnei del progetto dei Comitati dei Cittadini.
Secondo l'Adoc, i siciliani, e i catanesi in particolare, vivono per i due terzi in una situazione insostenibile stretti tra un indebitamento per oltre 4.000 Euro per nucleo familiare per  i soli tributi, sanzioni, tasse, multe. “E' di ieri lo sfogo di una giovane citadina che si è ritrovata a dover pagare 400 Euro per l'immondizia imprevisti e soprattutto a forte sospetto di illegittimità, con la spiegazione a corredo che avendo lei versato una prima rata era ora obbligata a versare anche il resto, anche se non aveva capito nulla della sua posizione. E' evidente che stiamo toccando i limiti delle pratiche estorsive e questo deve finire. Nessuno crede più alle affermazioni degli enti di gestione e questo è gravissimo.”
Melchiorre non nega la necessità di pagare i servizi pubblici ma bisogna mettere uno stop alla cartella selvaggia che colpisce duro le famiglie delle persone per bene e provoca scherno nelle famiglie abituate ad evadere il dovuto.
“E' evidente che il giusto va pagato e soprattutto che tutti debbano pagare, ma la situazione attuale, fatta di spremitura sistematica di chi già paga, provoca solo malcontento e soprattutto impossibilità di tenere insieme i bilanci. Così falliamo tutti.” Melchiorre annuncia quindi una proposta a tutte le altre organizzazioni di cittadini e consumatori per la definizione di un programma di iniziative per un contratto sociale per la ripresa del dialogo con le amministrazioni locali. “Non riusciamo più a gestire il nostro ruolo di organizzazione di mediazione civile senza il rapporto con le Amministrazioni. O ricomincia il dialogo oppure c'è poco da fare, proseguiremo con le azioni di protesta come è stato fatto a Cagliari. Quello che fronteggiamo nelle nostre sedi è un assedio costante di cartelle e richieste di pagamenti selvaggi.”
Per i catanesi, l'appuntamento per la protesta a favore dell'equità e la salvezza dalla bancarotta dei comuni e degli enti pubblici regionali sarà definito nei prossimi giorni.
“Ovviamente -ha concluso Melchiorre - preferiremmo una convocazione per definire percorsi più pragmatici di salvezza dei bilanci familiari e pubblici.”

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