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«Catania, servizi sociali all'impasse»

«Il Comune è all’impasse sulla spesa per i servizi sociali. Quasi tutti i bandi pubblicati da un anno a questa parte non sono stati aggiudicati a causa di errori tecnici, inefficienze e incomprensibili rallentamenti. Quasi dieci milioni di euro disponibili non sono stati spesi tempestivamente. Vogliamo sapere cosa succede ai servizi sociali e da cosa deriva questa evidente incapacità di gestire risorse, peraltro extrabilancio, destinate alla prevenzione e all’assistenza. Una situazione intollerabile per una città in condizioni di disperata emergenza sociale». 
Questa la denuncia di Enzo Bianco e dei consiglieri del PD, Saro D’Agata, Francesca Raciti, Carmelo Sofia, Lanfranco Zappalà e Pippo Castorina, che stamattina hanno tenuto una conferenza stampa sul delicato tema della spesa per i servizi sociali gestita dal Comune. Per farla hanno scelto un luogo simbolo del degrado e dell’emergenza sociale che vive la città: il Teatro Moncada, a Librino. «Un simbolo dell’immobilismo e del disinteresse per le periferie da parte delle amministrazioni comunali di centrodestra. Ultimato nel 2000, dopo 11 anni di inutilizzo, il Teatro Moncada oggi è ridotto in rovina, vandalizzato in modo devastante – dice Bianco -. Ogni due o tre anni passa il sindaco di turno annunciando il prossimo recupero e l’utilizzo della struttura. E invece non succede mai niente, resta solo l’edificio vandalizzato nato per essere un luogo di aggregazione del quartiere, così come Villa Fazio. Strutture volute dalla mia amministrazione, con molte altre opere di urbanizzazione, e realizzate grazie a finanziamenti CER per 400 miliardi di lire. Cosa è rimasto oggi? Niente, oggi c’è soltanto una parte di Librino abbandonata dall’uomo e da Dio».
«Al di là della vicenda giudiziaria, in cui non entriamo, a Catania c’è una situazione drammatica e paradossale ai Servizi Sociali, con ritardi che non si giustificano e dei quali chiediamo spiegazioni  – afferma Bianco -. I tagli della Regione e dello Stato sono pesanti, ma è vergognoso quello che accade al Comune, dove ci si consente il lusso di non spendere i soldi  disponibili per le attività di assistenza e prevenzione sociale. Nel bilancio preventivo non c’è nessun intervento che attinga a  finanziamenti europei. Per esempio, per cause che non riusciamo a comprendere il Comune non avrebbe presentato la richiesta di finanziamento sul Programma operativo della Regione siciliana, asse “Inclusione sociale”, dove erano riservati 2 milioni di euro per la città di Catania – rivela Bianco -. Per quanto riguarda fondi della legge 285 non è ancora stato definito il piano di spesa 2009 e numerosi servizi sono scaduti. Cosi per la legge 328: per il triennio 2007/2009 l’amministrazione avrebbe a disposizione quasi 10 milioni di euro da destinare alle fasce più deboli, ma non riesce a spenderli e le procedure di spesa si inceppano. Circa 5 milioni di euro sono stati messi a bando dallo scorso giugno ad oggi, ma la maggior parte dei bandi non sono stati aggiudicati o sono in stallo. Come quelli per il servizio di “teleassistenza e telesoccorso per anziani” e per il servizio di “assistenza a domicilio per i disabili”. E’ facile verificarlo facendo un ricerca sul sito web del Comune», dice Bianco.
«Secondo le nostre informazioni sono stati commessi grossolani errori tecnici nella formulazione dei bandi, c’è una grave disorganizzazione negli uffici e una mancanza di comunicazione. Ma circolano voci anche su stop di natura “politica” – dice Bianco -. Vorremmo vederci chiaro, perché una città come Catania non può permettersi di bloccare la spesa per i servizi sociali e lasciare interi quartieri e tantissime famiglie ad escogitare modi per arrangiarsi. Chiediamo all’amministrazione di fare chiarezza, di darsi una mossa, di svegliarsi. Catania non può aspettare».
«Faremo approdare la faccenda in Consiglio comunale – afferma il capogruppo del PD, Saro D’Agata - a cominciare dalla discussione sul bilancio preventivo dove chiederemo di verificare la spesa sociale. Approfondiremo la questione dell’impasse della spesa e chiederemo chiarimenti. Anche sulla proposta di voucherizzazione. Vgliamo capire se sia davvero applicabile a Catania. Daremo battaglia, perché sui servizi sociali non sono ammissibili giochi politici, ritardi e inefficienze».

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