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Focus degli ingegneri sul sistema portuale della Sicilia orientale

Le infrastrutture sono il presupposto per una gestione delle coste e dei sistemi portuali orientata allo sviluppo: soluzioni tecniche che devono fare i conti con i processi di antropizzazione della linea costiera, la protezione dell’ambiente e la fruizione del waterfront. Queste le “big issues” - riferite alla costa orientale della Sicila - emerse oggi (23 giugno) durante il convegno dal titolo “Il ruolo della ricerca nella gestione delle coste”, organizzato dall’Ordine e dalla Fondazione Ingegneri di Catania con il Dipartimento di Ingegneria e Architettura dell’Università di Catania (Dicar). «Il confronto tra categorie professionali, mondo accademico ed enti preposti all’amministrazione dei porti e delle coste rappresenta la chiave per poter affrontare questi temi in maniera ampia e ragionata – ha commentato il presidente dell’Ordine degli Ingegneri Santi Maria Cascone in apertura dei lavori – la presenza a Catania di ingegneri preparati e specializzati, supportati inoltre dalla ricerca scientifica prodotta dal nostro Ateneo, è sicuramente un valore aggiunto nei processi di pianificazione degli interventi». Dello stesso tenore le dichiarazioni di Enrico Foti, direttore del Dicar e coordinatore di un progetto di ricerca di interesse nazionale (Prin), i cui risultati sono stati presentati all’iniziativa di oggi: «La presenza dei vertici dell’Autorità portuale della Sicilia orientale a questo convegno di natura squisitamente tecnica – ha commentato - è anche l’occasione per dare contezza agli amministratori del patrimonio di conoscenza presente sul territorio. L’applicazione di determinate soluzioni ingegneristiche consentirebbe inoltre una maggiore efficacia delle politiche di sicurezza e protezione ambientale». Aspetto sottolineato anche dal presidente dell’Ordine degli Architetti di Catania Giuseppe Scannella che ha ricordato come «la questione dell’abusivismo presente nelle nostre linee costiere sia uno dei nodi cruciali per la riqualificazione di quelle aree, che deve avvenire – ha ribadito – nel rispetto dell’ambiente e della sostenibilità economica. Soluzioni di intervento che abbiamo individuato, per esempio, grazie al workshop Simeto Landscape». «Non c’è dubbio che lo sviluppo economico delle aree interessate debba passare dalle infrastrutture – ha dichiarato il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar di Sicilia Orientale Andrea Annunziata – tutto questo, associato per esempio all’attuazione delle Zone economiche speciali (Zes) con incentivi fiscali per gli operatori economici, può innescare anche un meccanismo virtuoso di attrazione degli investimenti. Altro aspetto da tenere in considerazione è la necessità di coniugare la realizzazione delle infrastrutture con la sostenibilità ambientale e l’esigenza di fruizione del Porto, per avviare l’apertura alla città tanto auspicata». All’incontro hanno partecipato Paolo Blondeaux (Università di Genova); Claudia Giarrusso (consulente Dubai Municipality); Carla Faraci (Università di Messina); Giuseppe Filetti (Ufficio Demanio Regione Sicilia); Pietro Scandura (Università di Catania); Giovanni Randazzo (Unime); Giuseppe La Rosa (Collegio dei Geometri di Catania). A seguire gli interventi programmati di Riccardo Lentini (dirigente area tecnica Autorità Sistema Portuale Mar di Sicilia Orientale); Gabriele Ragusa (ingegnere capo Genio Civile Catania); Giuseppe Alessandro (geologo Provincia Rg); Antonino Longo (Università di Catania).

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