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Mercoledì, 21 Aprile 2021

Emergenza randagismo

emergenza randagismo in stallo. Cuccioli abbandonati ogni giorno, ma non si sa dove portarli, Lav e Lega per la difesa del cane : necessario impegno istituzioni per garantire rispetto della legge regionale 15, del 2000. Con l’approssimarsi della stagione estiva le associazioni animaliste si preparano al peggio. Cinque cuccioli di cane di 20 giorni sono stati abbandonati nei locali dell’ ASP 3 - serv. di igiene urbana di Nesima a Catania. Nello stesso giorno sono arrivate altre 5 segnalazioni di casi analoghi per un totale di 31 cuccioli abbandonati in 12 ore. 7 dei 31 cuccioli sono stati affidati alle associazioni Lega Nazionale per la Difesa del Cane e “S.O.S. randagi”; i restanti 24 sono ancora in strada. Le associazioni animaliste catanesi, sono al collasso, oberate di lavoro e di cuccioli, data la carenza di fondi e strutture idonee per accogliere e svezzare la mole di cuccioli abbandonati. Le soluzioni al randagismo sono ben definite dalla legge regionale 15 del 2000 in 5 mosse fondamentali: iscrizione presso l’anagrafe di tutti i cani presenti sul territorio regionale (di proprietà e non); sterilizzazione dei cani randagi;  costruzione di rifugi sanitari per la degenza post operatoria e l’accoglienza di cuccioli e animali feriti o ammalati;  promozione delle adozioni di cani randagi nei canili; sensibilizzazione ad una civile convivenza uomo-animale nelle scuole. L’amara realtà è che a distanza di 11 anni dall’emanazione della suddetta legge i cani  non iscritti all’anagrafe sono davvero tanti, soprattutto quelli sprovvisti di proprietario, dato che non è mai stato fatto un censimento sulla provincia che esplicita la vera entità del “problema”; gli ambulatori ASP che si occupano di sterilizzazione gratuitamente sono 2 su 58 comuni, con liste d’attesa che vanno da 1 a 3 mesi, sempre che i volontari siano disposti a portare i cani a casa loro per la degenza, e che gli stessi cani si lascino prendere docilmente senza dover ricorrere a mezzi e attrezzature particolari. I 5 canili privati, convenzionati con la provincia regionale di Catania, dal 1° marzo 2011, hanno bloccato gli ingressi dei cani (anche se feriti) nelle loro strutture non garantendo più il regolare servizio di   accalappiamento e pronto soccorso; ultima ma non meno importante la sensibilizzazione nelle scuole, che però esige l’utilizzo di  personale qualificato ed idoneamente formato, il che costa tempo e denaro. 5 mosse strategiche che permetterebbero in pochi anni, la risoluzione del problema, con un investimento economico “banale” considerando i 58 comuni presenti sulla provincia di Catania e l’enorme esborso di denaro pubblico fin’ora elargito ai canili privati convenzionati; investimento che oggi più che mai diventa indispensabile ma che né i Comuni né la Provincia intendono fare sostenendo che non dispongono di tali somme. “Momento” di crisi protratto negli anni o triste realtà catanese ? La soluzione del problema randagismo non può essere demandata solo alle Associazioni di volontariato, che non dispongono né dei mezzi economici né delle strutture adeguate. I volontari sono ogni giorno alle prese con decine di emergenze sul territorio, gli interventi sono richiesti dai privati cittadini (che non ottengono risposte  dalle Istituzioni) ma anche dalle Istituzioni stesse che spesso non sanno a chi rivolgersi. Di fatto, sono loro che risolvono le situazioni più difficili e spinose, loro che lavorano in sordina impiegando tempo, denaro e fatica. E fin quando i volontari continueranno a lavorare, porgendo soluzioni a chi istituzionalmente avrebbe l’obbligo di trovarle, le Istituzioni continueranno a rinviare decisioni che sono ormai improcrastinabili. Ricordiamo che  in base alla L.R. 15/2000 ogni Comune dovrebbe dotarsi di un proprio rifugio sanitario per la prima accoglienza agli animali bisognosi. Ad oggi, non uno solo dei 58 Comuni ha gettato le basi per una concreta risoluzione del problema. Fin quando i Comuni non avranno ottemperato alla legge non potrà esserci alcuna soluzione; e, tra un rimpallo e l’altro di responsabilità, centinaia di randagi innocenti continueranno a morire sulle strade tra l’indifferenza di tutti.

 

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