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Giovedì, 09 Luglio 2020

Adoc: Istat conferma le nostre analisi. Famiglie siciliane allo stremo

“L’Istat conferma quello che Adoc, l’Istituto dei Consumatori e altre associazioni dicono da tempo: i siciliani sono allo stremo. Il dato è aggravato dal fatto che dalla politica arrivano solo appelli alla quadratura dei bilanci. Facendo però pagare solo chi già paga.” Ad affermarlo è Claudio Melchiorre, presidente Adoc.
I consumatori puntano il dito sui dati Istat e precisano che, incrociando i dati Istat con quelli dei consumatori, la situazione in Sicilia, e a Catania in particolar modo, vede una contrazione del reddito disponibile pari a non meno del 4%. Che è distribuita come sempre in modo particolarmente diseguale. A fronte di un reddito in aumento del 15% circa per un terzo dei catanesi, i due terzi degli abitanti della provincia etnea subiscono un tracollo di quasi 9 punti percentuali. Questo vuol dire che presto le famiglie povere saranno una grande maggioranza.
“Sono anni che chiediamo misure di emergenza. Le abbiamo proposte ovunque. Le ripetiamo: creazione di enti di solidarietà che aiutino a mangiare, spostarsi, e avere un minimo di riposo tutte le famiglie; concordare sistemi di pagamento di tributi, bollette, tasse tali da poter rendere la vita sostenibile a chi è in difficoltà; realizzare un sistema di trasporto che consenta a tutti di potersi muovere all’interno della città e della provincia anche senza l’uso di mezzi privati.” Secondo l’Adoc per restituire mobilità, fiducia e impulso a produrre di più alle famiglie che stanno scivolando rapidamente verso la povertà occorre trovare non meno di 2000 Euro di risparmi a famiglia l’anno. “Questi risparmi possono essere trovati solo con la collaborazione delle istituzioni. L’impressione, purtroppo, è che dalle istituzioni arrivino solo richieste di denaro per sistemare i bilanci. Con l’effetto paradossale che la maggioranza dei
poveri è obbligata con la forza di norme discutibilmente interpretate a sostenere i redditi dei ricchi, che aumentano la capacità di risparmio, e gli sprechi pubblici.”
"Magari le nostre ricette non saranno le migliori - conclude Melchiorre-, ma sarebbe utile parlarne e soprattutto fare qualcosa di concreto."

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