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Villa Bellini vandalizzata

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Il Giardino Bellini è (e forse visto come vanno le cose resterà per sempre) l’emblema della trasfigurazione e del declassamento dei beni culturali e paesaggistici della città e conseguentemente della pessima gestione e conservazione dovuta principalmente ad una profonda insensibilità ed ignoranza istituzionale che direttamente o indirettamente va a vantaggio della speculazione e contro gli interessi della collettività e della storia culturale e artistica della città. Un marchio di infamia – afferma Alfio Lisi portavoce di Free Green Sicilia - SOS beni Culturali - che rischia di restare indelebile se non si cercherà di ripristinare i luoghi della ‘Villa’ scempiati (per cui da tempo abbiamo chiesto alle autorità competenti che vengano riportati al loro antico splendore anche a prima della fantomatica ‘riqualificazione’ del Giardino costata peraltro ai cittadini decine di milioni di euro ma come sempre senza esito) a partire dallo sventramento che ha stravolto la collina sud del Giardino dove è stato aperto con l’intervento delle ruspe un enorme cratere cementificato trasformato , in quanto si presterebbe visto lo sconcio architettonico, in un contenitore di rifiuti e di scritte di vernice. Stravolgimento che ne ha cancellato le sue antiche vestigia e l’identità architettonica e botanica e che sicuramente rischia di declassare il Giardino Bellini, considerato fino a poche decine di anni fa tra i più bei giardini storici d’Europa rimasti integri nei secoli trascorsi grazie alla lungimiranza delle istituzioni pubbliche. Per non parlare del padiglione della musica ri-restaurato per l’ennesima volta dopo pochi anni dal precedente restauro o che tale doveva essere e il tutto nel massimo silenzio delle istituzioni responsabili locali Ma quante volte è stato pagato dai cittadini tale restauro in pochi anni? Così come tanti altri aspetti del Giardino: Casina e labirinto ipogeo del Principe Biscari, mosaici dei segni zodiacali della collina nord e così via, rimasti non restaurati e nel degrado come invece avrebbe previsto l’appalto finanziato dall’U.E.! Ovvero quando il ‘vandalismo’ istituzionale supera di gran lunga quello di incivili ignoti!

Aspetto prioritario per chi deve gestire il patrimonio culturale ma quasi del tutto assente in Sicilia grazie in prevalenza al legame ‘politico’ tra istituzioni politiche e soprintendenze ai beni culturali in quanto ancora oggi il responsabile di tale istituzione viene nominato dalla Governo regionale ed ovviamente, se non in casi rari, a seconda della loro vicinanza politica al Presidente o all’Assessore competente di turno e , comunque, fino a quando questo non pestare i piedi ad altri politici o istituzioni (come per dire: chi riesce a restare al suo posto non avrebbe mai rischiato di pestare i piedi a qualcuno che conta).

Da tempo si chiede alle istituzioni regionali spesso più che sorde, così come è stato realizzato in questi mesi a livello nazionale dal Ministro ai Beni Culturali per quanto attiene siti archeologici e musei statali, che l’incarico di Sovrintendente o di responsabili dei musei regionali venga espletato tramite selezione internazionale che tenga conto dei titoli accademici acquisiti ed alle esperienze in altre strutture consoni e di livello internazionale il tutto, ovviamente, esaminato da una commissione di esperti superpartes distanti anni luce da manipolazioni politiche e dalla stessa Regione.

 

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