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Crisi Crias, Saeli (Ugl Credito): “Tranche da 3 milioni segno di buona volontà che non basta

Sull’attuale stato di crisi in cui si trova la Crias, Cassa regionale per il credito alle imprese artigiane, interviene il rappresentante sindacale aziendale della Ugl Massimo Saeli: “La recente conferma, da parte del dirigente generale dell’assessorato regionale delle Attività produttive Alessandro Ferrara, della volontà di procedere all’invio di una tranche iniziale da 3 milioni di euro per fronteggiare l’emergenza, rappresenta certamente un segnale di buona volontà, ma inutile se non in sinergia con la revisione dei criteri di erogazione dei finanziamenti ed una efficace politica di recupero dei crediti in contenzioso, che ad oggi ammontano a circa 150 milioni come da notizie trapelate dallo stesso assessorato. Bisogna però ammettere che, oggi, se il credito è ancora fermo al palo lo si deve alla Regione che non impingua il fondo di rotazione per come dovrebbe ormai da diversi anni, considerato anche che dei 50 milioni di euro previsti nel quinquennio 2010/2014 ne sono stati trasferiti soltanto 26, restando scoperti di altri 24, ed alla notevole mole di contenziosi che vi sono ancora aperti e che hanno generato crediti incagliati o in sofferenza. Condividiamo pertanto la prima parte del ragionamento di Ferrara – continua Saeli – anche se siamo convinti sia improcrastinabile andare più a fondo nella questione. Aumentare i tassi di interesse crediamo non sia la strada maestra per risolvere la questione, anche se allo stato attuale sono estremamente bassi, ribadiamo, invece, che è soprattutto necessario ed urgente modificare le modalità di concessione del credito stesso, magari attivando nuove forme di garanzie accessorie, come ad esempio avvalersi di apposite convenzioni con i consorzi di garanzia fidi. In merito alle affermazioni divulgate a mezzo stampa dal segretario regionale della Cna Filippello, sosteniamo l’idea dell’utilizzo dei fondi europei disimpegnati in favore della Crias, se ciò consentito dalle norme comunitarie, ma stigmatizziamo ciò che è stato detto in relazione a presunti aumenti degli stipendi dei dipendenti, dovuti a sentenze che probabilmente saranno soltanto di sua conoscenza. Forse voleva riferirsi al tentativo di una vasta riorganizzazione della pianta organica della Crias, con l’avanzamento di carriera di quasi il 50% dei dipendenti riconoscendo ad essi gradi e/o qualifiche ben superiori a quelle rivestite, in diversi casi addirittura passando dalla qualifica di impiegato a quella di dirigente, che il vecchio Consiglio di amministrazione dell’ente, dove tra l’altro sedeva un autorevole esponente della stessa Cna di Filippello, aveva fortemente voluto e che la nostra organizzazione sindacale insieme alla Fabi, ancora oggi, sta tentando con forza di impedire, nel pieno spirito di riconoscimento della legalità all’interno della Crias, considerato che il Giudice del lavoro di Catania, ha dichiarato l’intera operazione illegittima in ogni ordine di grado. Quindi, – conclude Saeli – se ancora ad oggi il costo relativo al personale non è aumentato, lo si deve proprio all’Ugl ed alla Fabi. In ultimo, vogliamo lanciare un invito all’assessore regionale al ramo Mariella Lo Bello, affinché ci si possa al più presto confrontare nell’assoluto interesse del futuro della Crias, dei lavoratori ed in particolare di quegli artigiani che ormai da tempo attendono risposte certe per contribuire al rilancio della nostra precaria economia siciliana.

 

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