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Domenica, 05 Dicembre 2021

Bianco: «porti turistici, si allo sviluppo della nautica da diporto»

«Siamo favorevoli alla realizzazione di porti turistici e allo sviluppo della nautica da diporto che può dare grande e nuovo impulso al turismo, ma a Catania ci sono progetti e decisioni che rischiano di passare sulla testa dei cittadini senza che la città ne sappia nulla. E sul cui impatto ambientale occorre fare attente valutazioni, tenendo in considerazione documenti degli stessi uffici comunali che mettono in guardia su possibili rischi di restringimento della costa sabbiosa della Plaia in seguito alla realizzazione di nuovi moli. Sui progetti di porto turistico a sud e a nord del porto, progetti di grande impatto, la città non è bene informata. Si rendano visibili i progetti, si promuova una discussione pubblica, partecipino tutte le componenti della, società, gli esperti, gli ambientalisti, si riporti il dibattito negli organismi istituzionali competenti in materia urbanistica, in primis il Consiglio comunale. E si valuti se non sia il caso di valorizzare gli approdi esistenti, dalle parti poco sfruttate all’interno del porto, come proposto in passato, sino ai porticcioli del Caito e di Ognina, dove è rimasta una esigua marineria peschereccia, all’interno di un  grande piano per la nautica da diporto in città».

Questa la posizione di Enzo Bianco e dei consiglieri comunali del PD Saro D’Agata, Francesca Raciti, Carmelo Sofia, Lanfranco Zappalà, Pippo Castorina, Giovanni D’Avola, intervenuti stamattina alla conferenza stampa convocata al molo di Levante del porto, per manifestare alcuni dubbi sui progetti per la realizzazione di nuovi approdi turistici: quello del consorzio Acqua Marcia, a sud del porto, progetto di massima per cui il Cga ha dato il via libera; e quello di un altro gruppo imprenditoriale, che ha ipotizzato la realizzazione di un approdo turistico a nord del porto, lungo la scogliera dell’Armisi, sotto il “Passiatore”, su cui l’associazione Italia Nostra ha espresso posizioni molto critiche.

«Il progetto di Acqua  Marcia – dice Bianco - prevede la realizzazione di un approdo con la realizzazione di importanti strutture a mare che si stenderebbero a sud quasi oltre il molo foraneo del porto, e sulla terraferma, nella zona in cui sfocia il torrente Acquicella e fino ai primi lidi della Plaia: qui si costruirebbero volumi commerciali, alberghi, e parcheggi. Non si sente certo l’esigenza di avere nuovi centri commerciali e nuovi alberghi, ma non è questo il punto. Il progetto in dettaglio non lo conosce nessuno. E tra l’altro c’è una relazione (del novembre 2007) di un geologo della Direzione Opere Pubbliche del Comune che in merito alla realizzazione di nuovi approdi che prevedano la realizzazione di nuovi moli in mare suggerisce di verificare “la possibilità di scelte meno compromettenti” per il litorale sabbioso della Plaia. Se ne è tenuto conto? Vorremmo chiarezza – aggiunge Bianco -  anche sull’iter che ha portato al via libera al progetto da parte del Cga. Un iter segnato dalle omissioni degli enti preposti e chiuso con una decisione adottata da un commissario ad acta che ha deciso al posto degli organismi competenti. Sull’altro versante, a nord, un altro progetto di porto turistico prevede grandi volumi di cementificazione sotto il “Passiatore” e presenta indubbi problemi di collegamento con la viabilità cittadina. Ma chi è stato informato di questi progetti? Il Consiglio comunale ne ha potuto prendere visione? - attacca Bianco -. Non diciamo no ai grandi progetti – conclude Bianco - ma la città sia informata e se ne discuta nelle sedi competenti, valutando gli impatti ambientali e tutte le soluzioni possibili, anche alternative a progetti così invasivi».

«La decisione sul progetto di Acqua Marcia – aggiunge Saro D’Agata - è scaturita al di fuori del Consiglio comunale, che non può essere scavalcato in materia urbanistica, quant’anche si operi in area di competenza del Piano regolatore del porto. Anche questo deve essere discusso e approvato dal Consiglio comunale. Si riportino questi progetti nella loro sede naturale, si espongano alla città. Diciamo sì allo sviluppo della nautica da diporto ma con soluzioni condivise e sostenibili ».

 

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