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Venerdì, 21 Gennaio 2022

Un Consorzio Turistico Commerciale per sviluppare l’economia

In riferimento alla denuncia effettuata da Confcommercio circa la crisi del settore commercio a Catania il vice presidente vicario del Consiglio Comunale di Catania Puccio La Rosa desidera esprimere alcune considerazioni e proposte.

La denuncia effettuata dalla Confcommercio sulla drammatica crisi di un settore, quello commerciale, nella nostra città, da sempre principale e trainante, non può passare inosservato e non può non essere attenzionato da quanti hanno compiti di responsabilità in questa nostra comunità. Condivido, infatti, la denuncia di Confcommercio sull’assurdità dei troppi centri commerciali realizzati che, di fatto, hanno alterato l’equilibrio economico del nostro territorio, “devastato” ed annullato attività commerciali ed insediamenti storici della nostra città e compromesso la possibilità di specializzare anche economicamente il nostro territorio. In questo senso è evidente che fin da adesso, nell’attesa del nuovo piano regolatore generale della città, dell’auspicata realizzazione del PUA della plaia, della chiusura della vicenda Corso dei Martiri, dell’eventuale realizzazione di parcheggi interrati, della definizione di un piano di recupero del centro storico e dell’adozione del piano urbano del traffico occorre comunque con immediatezza fare qualcosa.  Ecco perché desidero ribadire pubblicamente una proposta concreta per determinare lo sviluppo economico, commerciale e turistico della nostra città. Costituire un “consorzio turistico commerciale” attorno al fenomeno della “movida” e dell’ormai consolidata iniziativa, ma dimenticata e lasciata a se stessa dall’amministrazione comunale, dei “caffè concerto”. L’idea che si suggerisce, partendo dall’evidente considerazione che se il turismo e le attività connesse devono rappresentare una reale occasione di crescita economica per il nostro territorio occorre passare dalle parole ai fatti, intende sollecitare l’apertura di un serio ragionamento attorno agli elementi di forza che possono imporre la nostra città quale metà capace di attrarre un turismo economicamente produttivo. Catania turisticamente parlando, com’evidenziato da vari operatori del settore, ha un forte elemento di debolezza rappresentato, oltre che dall’assenza di programmazione adeguata, dalla totale mancanza di una qualche forma di specializzazione del territorio che ne faccia una località capace di richiamare un turismo che sfugga alla cosiddetta dinamica del “mordi e fuggi”. La nostra città, ad oggi, rappresenta spessissimo esclusivamente un luogo di transito per il turista, data la presenza dell’aeroporto, ed una località dove soffermarsi esclusivamente per fare un breve giro del centro storico. Serve dunque, accanto alla necessità di sfruttare meglio ed in pieno le potenzialità offerte dalle bellezze naturali, paesaggistiche, artistiche e storiche (mare ed Etna su tutte) presenti nel nostro territorio, trovare un elemento che possa costituire una peculiarità da reclamizzare nel mondo e da impiegare quale mezzo per attrarre turisti e turismo economicamente produttivo. In questo senso l’evento dei cosiddetti “caffè concerto”, che già oggi coinvolge oltre 100 operatori commerciali per un periodo superiore a 150 giorni e costituisce l’iniziativa su area pubblica più grande presente in Sicilia, se gestito ed organizzato con nuovi criteri e nuovi strumenti (capaci di creare economia ed evitare confusione) può rappresentare il mezzo per specializzare la nostra città quale centro dell’intrattenimento diurno e notturno della Sicilia. Si tratta in sostanza di creare le condizioni per realizzare, collegando l’iniziativa alle nuove opportunità offerte dalla Plaia e dalla Scogliera, per specializzare la città nel campo dell’intrattenimento investendo nella cultura del tempo libero e nell’economia del divertimento. Tutto questo ovviamente necessità di regole precise, d’investimenti mirati, di programmazione triennale degli eventi, di un efficace e affidabile attività di marketing territoriale e ovviamente di risorse economiche. Ecco il perché dell’idea di costituire un consorzio turistico commerciale che veda insieme pubblico e privato e che rappresenti uno strumento per collegare le attività promosse dagli enti locali (Comune e Provincia Regionale) con l’azione degli assessorati regionali al Turismo e al Commercio e le iniziative dei singoli imprenditori del settore. Un consorzio, dunque, che rappresenti una realtà solida, ramificata e punto di riferimento per i turisti e per gli operatori del settore turistico, commerciale e del terziario avanzato. Scopo ovviamente creare sinergia e coordinamento delle risorse fra i singoli consorziati e definire un progetto d’ampio respiro tendente a rafforzare lo sviluppo delle attività presenti sul territorio comunale potenziando l’immagine turistica di Catania in Italia ed all’estero. Si osservi poi che, accanto all’aspetto dello sviluppo turistico e dell’economia legata a tale settore, definire un consorzio del centro storico significa anche avviare un serio ragionamento attorno alla possibilità di sfruttare con maggiore efficacia lo strumento del centro commerciale naturale (o all’aperto se preferite) rappresentato dall’insieme degli esercenti presenti fra Via Etnea e C.so Italia. L’idea, inoltre, mira a creare le premesse per poter gestire adeguatamente il fenomeno turistico in città una volta realizzate le infrastrutture previste dai tanti piani di sviluppo urbanistico del territorio oggi in fase avanzata di definizione. Avere le strutture (campi da golf, acquari, stabilimenti balneari moderni, piste ciclabili, ecc) ma non creare strumenti (normativi, regolamentari e gestionali) e presupposti per un loro utilizzo pieno e produttivo per l’intera comunità equivale, infatti, a non realizzarli. In questo senso la sfida che, la classe dirigente tutta della nostra città deve assumere, è quella di passare concretamente dall’idea di turismo buona solo quale argomento estivo di dibattito a quella di sviluppo turistico praticato. Ecco perché la richiesta pubblica che faccio al signor Sindaco di Catania è quella di approntare un tavolo di discussione e di programmazione attorno a quest’argomento. Un consorzio commerciale che vede insieme pubblico e privato, infatti, consente di affrontare con una logica programmatoria triennale argomenti quali caffé concerto, movida, sviluppo del centro storico, rete museale, cultura del tempo libero, programmazione culturale, marketing territoriale che inevitabilmente hanno una ricaduta sulla possibilità di risollevare l’intera economica catanese.

 

Puccio La Rosa

(Vice presidente vicario del Consiglio Comunale di Catania)

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