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Giovedì, 06 Agosto 2020

Belpasso - Riunione del distretto pietra lavica

Il nuovo “Piano Cave” ha escluso diverse aziende del settore e tanti operatori  con l’approssimarsi del rinnovo delle loro autorizzazioni si troveranno fuori da determinati circuiti. In base ad un nuovo decreto le Cave sono passate dalla tutela del Parco dell’Etna alla Sovrintendenza ai Monumenti.

Per  analizzare i possibili percorsi che le miniere dovranno intraprendere, dunque,   s’è svolto nell’aula Consiliare del Comune di Belpasso, negli scorsi giorni, il convegno “Applicazione Piano Cave all’interno del Parco dell’Etna”.

All’appuntamento sono intervenuti, tra gli altri, l’ing. Alfio Papale, Sindaco di Belpasso e Presidente Distretto Produttivo Pietra Lavica dell’Etna; il sindaco di Nicolosi, Nino Borzì, il Dott. Ettore Foti, Commissario Parco dell’Etna; Giuseppe Di Paola,  Ing. Capo Parco dell’Etna; l’Arch. Vera Greco, Sovrintendente Beni Culturali Catania; Angelo Trupia, Ing. Capo Distretto Minerario di Catania.

“La Pietra Lavica- ha detto il sindaco di Belpasso- è una grande risorsa occupazionale,  che da lavoro a centinaia di addetti. Questa riunione ha voluto mettere insieme tutte le parti interessate per comprendere meglio il nuovo piano di gestione delle Cave dell’Etna, esaminare le possibilità per il rinnovo delle autorizzazioni e  sbloccare così un comparto che altrimenti entrerebbe in crisi”.

A rivendicare il ruolo delle Cave anche il sindaco di Nicolosi: “ Diversi operatori  del settore orbitano nel nostro Comune e per questo è importante confrontarsi affinché le nostre aziende possono essere tirate fuori dalla l’egida del Parco dell’Etna ed essere inserite nell’apposito Piano Regionale”.

“Il Distretto della Pietra Lavica deve coagulare-  ha aggiunto il Commissario del Parco dell’Etna- la frammentazione degli organismi che si muovono nell’ambito dell’estrazione e commercializzazione di questo prezioso elemento. Solo un sistema sinergico  tra le istituzioni interessate può dare successo al settore”.

““Bisogna raccogliere in una sola unità - ha specificato la Sovrintendente- tutte le esigenze dei produttori, tenendo sempre in considerazione che una Cava è parte di un paesaggio quindi patrimonio di tutti anche se di proprietà privata”.

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