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Giovedì, 20 Gennaio 2022

Adoc: altri trentamila avvisi del Comune di Catania con gli stessi difetti di sempre

La cosiddetta lotta all’evasione tributaria della città di Catania continua. L’amministrazione comunale si prepara a mandare altri trentamila avvisi senza dare conto delle illegittimità, nullità, difetti dei propri provvedimenti precedenti e soprattutto dei diritti dei cittadini.
A darne notizia è l’Adoc che continua nella sua campagna di moralizzazione dell’attività tributaria comunale. “L’amministrazione comunale non vuole fermarsi nel suo furore amministrativo e prepara altre trentamila cartelle. Quel che non comprendiamo è come mai la stessa amministrazione vada avanti nonostante sappia benissimo che i tributi 2004 sono sicuramente prescritti e quelli del 2005, oltre che probabilmente prescritti, sono anche affetti da nullità, per quel che riguarda almeno la Tarsu, per carenza di delibera.”
L’Adoc continua a chiedere che l’amministrazione applichi almeno il sistema di conciliazione che ha deliberato e mai applicato.
“Cominciamo però a capire questo testardo rifiuto – ha dichiarato Melchiorre- I contribuenti che affollano i  nostri uffici in Via Sangiuliano 365 per fare i ricorsi, ci dicono che al Comune nessuno li informa sui loro diritti e a nostro avviso, il fatto che la possibilità del ricorso sia indicata nelle comunicazioni scritte non serve a nulla considerato che la quasi totalità dei cittadini non conosce e non capisce le regole tributarie.”
Nella casistica delle richieste illegittime o immotivate realizzata da Adoc, ci sono richieste per immobili alienati, liberi, mai appartenuti ai contribuenti oggetto della richiesta comunale, ma la parte del leone la fanno gli aumenti di superficie senza alcuna perizia o controllo da parte comunale. “Ricordiamo all’amministrazione e ai contribuenti che l’unica superficie valida ai fini tributari è quella che risulta dal catasto, qualsiasi altra ipotesi che non intervenga sul catasto non è valida, a meno di dichiarazione volontaria che, in questo caso, viene richiesta attraverso lettere generate dalla fantasia di qualcuno, visto che non ci consta alcuna attività ispettiva da parte di organi comunali. Piuttosto, corre voce del coinvolgimento di società private esterne, che non possono avere alcun ruolo in fatto di tributi.”
Secondo l’Adoc, è la stessa amministrazione che gioca sugli equivoci e non informa i contribuenti sui loro diritti di difesa, né si autocensura per comportamenti a nostro avviso chiaramente vessatori.
“Ribadiamo che desidereremmo un rapporto più civile e basato su incontri formali che l’amministrazione non convoca puntigliosamente. Sta di fatto che, perdurando questo stato di cose e con la certezza che gli evasori grandi e totali in questa situazione sguazzano, noi porteremo all’attenzione degli organi di controllo e giudiziari i comportamenti a nostro avviso illegittimi, se non illeciti, dell’Amministrazione, sperando che a Catania esista un giudice o un Prefetto che abbia potere ed autorità tali da evitare il blocco dell’Amministrazione ma che faccia anche giustizia.”
Secondo l’Adoc in questo momento il Comune di Catania non è in condizione di poter approvare alcun bilancio. “Se è vero che le somme richieste ed incassate sono viziate da nullità come noi crediamo, il bilancio del Comune è fatto con somme ottenute con mezzi coercitivi utilizzati senza titolo. Va da sé che queste somme non possono essere incassate né tanto meno spese.”
All’Adoc fanno anche un’ultima notazione in riferimento alla grave censura nei confronti delle Amministrazioni Comunali da parte del Presidente della Repubblica che ha parlato di gravi sprechi nelle autonomie locali e di Draghi che ha parlato di tassazione insopportabile per gli onesti. “Ricollegandoci alle dichiarazioni di queste due autorità, -conclude Melchiorre- preghiamo ancora una volta l’Amministrazione di voler fermare il proprio furore e comprendere che essa è strumentale al benessere dei cittadini onesti e non un sistema vessatorio come appare e, secondo noi, al momento, purtroppo, è.”

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