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Domenica, 06 Dicembre 2020

A Torino si ricordano il ministro siciliano Filippo Cordova e gli esuli meridionali che contribuirono all’Unità d’Italia

Un omaggio agli esuli meridionali che nell’Ottocento, rifugiati a Torino, contribuirono all’avvio del processo dell’unità d’Italia: lo ha voluto fare questa mattina il presidente della Provincia di Torino Antonio Saitta  rivolgendo il saluto istituzionale al Capo dello Stato Giorgio Napolitano.

“Il mio pensiero - ha detto Saitta parlando al Teatro Regio di Torino - va a quanti da tutta Italia abitarono a Torino durante il decennio di preparazione 1849/1859. Nel Regno di Sardegna convennero le migliori intelligenze del Paese, spinte dall’aspirazione all’unità e contribuirono spesso in modo determinante alla realizzazione di questo processo, il cui motore - l’unico possibile allora - era proprio  Torino. Penso fra i tanti a Francesco De Sanctis e Bernardo Spaventa, al mio conterraneo Filippo Cordova, Guglielmo Pepe, Luigi Settembrini, Agostino Depretis e tanti altri che trovarono il conforto e l’ospitalità che ogni esule merita. Torino in quel fatidico decennio fu davvero l’Italia e l’Italia fu davvero Torino”.

Saitta ha ricordato in particolare la figura del direttore del periodico torinese “Il Risorgimento” Filippo Cordova nato ad Aidone (En) che fu poi nell’Italia unita prima ministro dell’agricoltura con Ricasoli  e poi della Giustizia nel Gabinetto Rattazzi.

“Torino e il suo territorio - ha aggiunto Saitta -  hanno sempre saputo accogliere: così è stato anche dal dopoguerra in poi, quando arrivarono migliaia di famiglie dal meridione in cerca di lavoro, con la concreta speranza di un’esistenza serena, in cui il senso del dovere si sposasse con la certezza dei diritti e la possibilità di un progressivo miglioramento della condizione sociale di tutta la comunità di cui si entrava a far parte”.

“Anch’io con la mia famiglia – ha ricordato il presidente della Provincia di Torino – sono arrivato bambino a Torino dalla Sicilia, proprio nell’anno del centenario dell’unità d’Italia, nel 1961.  Delle celebrazioni di 50 anni fa ho un ricordo vago, ma denso di emozioni, che ha contribuito nei primi anni al Nord a rafforzare la mia convinzione di essere italiano e non straniero in patria”. Particolare apprezzamento alle parole di Saitta è stato espresso dal presidente della Provincia di Catania e dell’Upi, Giuseppe Castiglione, presente anch’egli a Torino per le celebrazioni dell’Unità d’Italia, che ha ribadito l’importante ruolo degli immigrati del Sud per lo sviluppo dell’industria e dell’economia settentrionale.

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