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Lunedì, 13 Luglio 2020

L’arte statunitense sbarca in Sicilia

NEVELSON, 2 serie dei collages su legno (ph. Melamedia)

 

La grande arte statunitense sbarca in Sicilia. Apre da oggi al pubblico, infatti, alla Fondazione Puglisi Cosentino di Catania la mostra dedicata alla scultrice americana Louise Nevelson [28 settembre > 19 gennaio 2014]. Fortemente voluta, ideata e realizzata dalla Fondazione Roma - Mediterraneo e organizzata da Civita Sicilia, l'esposizione è realizzata con il patrocinio dell'Ambasciata Americana -  in collaborazione con la Nevelson Foundation di Philadelphia e la Fondazione Marconi di Milano - e ospitata a Catania dalla Fondazione Puglisi Cosentino. L’ingresso è gratuito. All’inaugurazione, avvenuta ieri pomeriggio, hanno preso parte i presidenti delle due fondazioni, Emanuele Francesco Maria Emanuele e Alfio Puglisi Cosentino, il curatore e coordinatore scientifico, Bruno Corà e Aldo Iori, Giò Marconi (Fondazione Marconi di Milano che ha diffuso in Italia l’opera dell’artista), e Albino Ruberti, consigliere delegato di Civita Sicilia. “Grazie alla sinergia fra due fondazioni private – ha detto Emmanuele Emanuele - siamo riusciti a portare a Catania questa mostra che ha già raccolto grandi consensi di pubblico e critica a Roma, nella primavera scorsa”.

La retrospettiva – riadattata ai grandi spazi della Fondazione Puglisi Cosentino di Catania e con apparati bilingue italiano/inglese - annovera oltre 70 opere della scultrice americana di origine russa Louise Berliawsky Nevelson (Pereyaslav-Kiev, 1899; New York, 1988) provenienti da importanti collezioni nazionali e internazionali di istituzioni quali la Fondazione Marconi e la Louise Nevelson Foundation, il Louisiana Museum of Modern Art di Humlebaekin in Danimarca, il Centre national des arts plastiques in Francia e la Pace Gallery di New York. Il percorso di mostra racconta l'attività della Nevelson, che prende avvio dagli anni Trenta, con disegni e terrecotte, consolidandosi poi attraverso le successive sculture: gli assemblage in legno dipinto degli anni '50, alcuni capolavori degli anni '60 e '70 e significative opere della maturità degli anni '80. Nella scultura del secolo scorso, infatti, l’opera della Nevelson - emigrata con la famiglia negli U.S.A nel 1905 - occupa un posto di particolare rilievo, collocandosi tra quelle esperienze che, dopo le avanguardie storiche del Futurismo e del Dada, hanno fatto uso assiduo del recupero dell'oggetto e del frammento con intenti compositivi. Il percorso è arricchito da foto originali e riproduzioni di importanti fotografi, come Pedro E. Guerrero e Robert Mapplethorpe, che ritraggono l'artista nel suo studio. Nella sala video è proiettato un docufilm in lingua inglese con sottotitoli in italiano.

Numerosi i laboratori di didattica in programma alla Fondazione Puglisi Cosentino ispirati all’arte della Nevelson e focalizzati per alunni di tutte le età, dalla scuola dell’infanzia al liceo. Ma anche per gruppi e adulti singoli. In programma visite guidate e un ciclo di conferenze tenute dal curatore e dal coordinatore scientifico, Corà e Iori, e da docenti dell’Accademia di Belle Arti di Catania. Il catalogo, edito da Skira con testi ita/eng, accanto alle immagini delle opere, include il saggio critico del curatore Bruno Corà e alcuni testi storico-critici di Thierry Dufrêne, Thomas Deecke, Aldo Iori e una conversazione con Giorgio Marconi, Presidente della Fondazione Marconi, che ha diffuso in Italia l'opera della Nevelson.

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