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Sabato, 23 Gennaio 2021

Sperimentazione e agrumicoltura siciliana

Il panorama varietale dell’agrumicoltura siciliana è in continua evoluzione, grazie ai numerosi investimenti, alla ricerca per il miglioramento genetico e all’uso delle moderne tecnologie. A fronte di uno scenario ricco di potenzialità esistono fattori limitanti come la “tristeza” degli agrumi, che da oltre un decennio affligge il nostro Paese: una soluzione arriva proprio dai laboratori del Parco Scientifico e Tecnologico della Sicilia, illustrata dal prof. Antonino Catara del Pst Sicilia, in occasione della riunione dell’Accademia dei Georgofili - sezione Sud Ovest - sul tema dell’innovazione in agrumicoltura, ospitata nella Facoltà di Agraria dell’Università di Palermo.

«Se la recente introduzione dell’afide Toxoptera citricidus in alcune aree del Portogallo e della Spagna accresce la preoccupazione degli agrumicoltori per la particolare efficienza nella trasmissione di tutti i ceppi – ha affermato Catara - sono motivo di conforto e di soddisfazione le nuove tecnologie diagnostiche messe a punto da Alessandro Lombardo e Grazia Licciardello nei laboratori del Parco. In particolare appare rivoluzionario lo sviluppo di un kit diagnostico che in un chip di soli 2 centimetri consente di confrontare il ceppo presente nella pianta con tutti i genomi del virus sequenziati nel mondo (circa 40). Il tutto in tre ore, a fronte dei sei mesi necessari con il saggio su piante indicatrici. Il kit – ha concluso Catara - nasce da una collaborazione fra ST Microelectronics e Pst Sicilia, che ha definito l’impianto sperimentale, nell’ambito di progetti di ricerca di cui il Parco è capofila».

Innovazione e ricerca, ancora una volta si incontrano nei laboratori del Parco scientifico e tecnologico presieduto da Marco Romano, sperimentando con impegno e professionalità una tecnologia di frontiera, utilizzata per la prima volta in patologia vegetale, che grazie alla collaborazione con altri centri di ricerca - fra cui l’Università di Catania - potrà essere applicata anche per il riconoscimento dei batteri responsabili del greening degli agrumi e di patogeni simili che attaccano patata, carota, ginestra, pero e altre piante.

All’incontro, erano presenti tre generazioni di ricercatori, rappresentanti dell’assessorato regionale delle Risorse Agrarie e Alimentari e studenti, «con l’obiettivo - ha spiegato il presidente dell’Accademia Giulio Crescimanno - di fare il punto sui risultati maturi della ricerca in agrumicoltura, alla luce del Congresso Internazionale di Agrumicoltura tenutosi a Valencia nel novembre scorso, dei progetti in corso in Sicilia e delle problematiche che attraversano il settore». Tra i relatori anche Alessandra Gentile e Alberto Continella dell’Università di Catania, e Maria Antonietta Germanà, dell’Università di Palermo.

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