Login to your account

Username *
Password *
Remember Me

Create an account

Fields marked with an asterisk (*) are required.
Name *
Username *
Password *
Verify password *
Email *
Verify email *
Captcha *
Reload Captcha
Domenica, 05 Luglio 2020

Caltagirone - Il sindaco sull'arrivo dei primi immigrati a Mineo: “Al ministro Maroni interessa soltanto l'Italia delle quote latte”

“Senza bisogno di scomodare i mitra evocati dal presidente della Regione Lombardo, per fortuna ricredutosi dopo avere avallato ipotesi collaborazioniste e <risarcitorie>, l'operazione che si sta compiendo nel Residence degli Aranci di Mineo è, putroppo chiara: ancora una volta si gioca un partita sulla pelle dei siciliani. Maroni, che in quanto ministro della Repubblica dovrebbe tutelare tutti i territori dello Stato, in realtà difende soltanto l'Italia delle quote latte e se ne infischia della Sicilia - e men che meno del Calatino, una plaga di cui avrà forse scoperto l'esistenza soltanto nelle ultime settimane - ritenendola un recinto di pecore in cui richiudere, con gli abitanti dell'Isola, gli immigrati che saranno fatti affluire a Mineo. E ancora una volta, siciliani ed extracomunitari sono accomunati dallo stesso, beffardo destino: essere figli di nessuno, sfruttati prima e poi malamente gettati in discarica”.

Lo afferma il sindaco di Caltagirone Francesco Pignataro dopo le notizie che danno per imminente l'arrivo dei primi ospiti nel cosiddetto “Villaggio della solidarietà”.

“La consulta dei sindaci – afferma il primo cittadino di Caltagirone – è stata una beffa perché si è tenuto conto del voto per testa e non della prossimità territoriale che ciascun sindaco esprimeva rispetto al Residence, né del numero di abitanti (pari al 60 per cento) che i 5 sindaci del fronte del no rappresentavano. Pur di centrare l'obiettivo di una ghettizzazione degli immigrati, ci si è spinti persino a diffidare i Comuni che non hanno voluto sottostare ai disegni governativi, facendo intravedere il rischio di una loro esclusione da quello pseudo-piano per la sicurezza che viene presentato come la panacea di tutti i mali.Anche su questo punto si scherza col fuoco.

Ma la sicurezza – aggiunge Pignataro – non si costruisce né con le lusinghe, né con le promesse né, tantomeno, con le minacce. Per realizzarla non bastano i protocolli. La sicurezza si realizza soltanto attraverso lo sviluppo e la coesione in un tessuto pacifico di relazioni, con coerenza e rispetto dei veri principi su cui si fondano la solidarietà e l'accoglienza”.

  1. Più visti
  2. Rilevanti
  3. Commenti

Per favorire una maggiore navigabilità del sito si fa uso di cookie, anche di terze parti. Scrollando, cliccando e navigando il sito si accettano tali cookie. LEGGI