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Lunedì, 09 Dicembre 2019

Un convegno sui beni confiscati alla criminalità organizzata

castiglione sspal.

 

Rinascita e prevenzione, sono stati  i temi principali  dell’incontro  “Valorizzazione  e gestione dei beni confiscati alla criminalità organizzata”, strutturato in due giornate,  tenuto al Centro direzionale Nuovaluce e organizzato dalla SSPAL, Scuola Superiore Pubblica Amministrazione Locale, con il patrocinio della Provincia di Catania, e in collaborazione con la Fondazione Centro siciliano di studi sulla giustizia.

Obiettivo dell’ iniziativa: chiarire le normative vigenti in materia e  evitare di incorrere nelle  numerose difficoltà incontrate nella loro applicazione a causa della carenza d’informazioni.

Nel corso degli autorevoli interventi dei relatori  in particolare sono stati trattati gli argomenti relativi al rapporto di concessione, agli strumenti di tutela a garanzia dei beni confiscati e al loro recupero grazie alle fonti di finanziamento nazionali e comunitarie, che hanno già permesso la consegna al Comune di Catania di 31 immobili, 15 dei quali riabilitati e assegnati con successo.

La necessità d’intervenire e togliere basilari strumenti di controllo alla mafia, ha portato il Parlamento Italiano a contribuire in campo legislativo modificando, il 30 Marzo 2010, il decreto legge 4 Febbraio 2010, n.4, implementando il coinvolgimento istituzionale degli Enti locali in materia di requisizione e di successivo impiego del bene requisito.

«Il modello italiano per la lotta contro le mafie è basato su tre pilastri: arresti, carcere duro, sequestro dei capitali criminali – ha affermato il presidente della Provincia, Giuseppe Castiglione. La politica di confisca dei beni immobili è, infatti, uno dei pilastri portanti di questa azione di contrasto alla criminalità organizzata. Gli ultimi dati del ministero di Giustizia parlano di beni confiscati per ben 18, 7 milioni di euro: un’aggressione al patrimonio della mafia senza precedenti. Purtroppo è una nota dolente constatare che circa il 45% dei beni confiscati si troia in Sicilia, seguita a stretto giro di posta dalla Campania e dalla Calabria. Occorre – ha osservato il presidente – reinserire questi beni nel circuito produttivo per la realizzazione di iniziative a beneficio della collettività o di categorie deboli, affinché questi interventi siano finalizzati ad incrementare sia il benessere generale sia lo sviluppo occupazionale del territorio di riferimento, acquistando efficacia sul piano etico e pratico. A tal fine – ha concluso Castiglione – l’Agenzia e l’Unione Province Italiane stanno firmando un accordo quadro  in cui si impegnano a creare una rete di buone pratiche delle modalità di riutilizzo, reinserimento nel circuito produttivo e gestione dei beni confiscati, e nel promuovere attività formative di sensibilizzazione alla legalità».

Alla conferenza hanno partecipato oltre il presidente della Provincia, Giuseppe Castiglione, il sindaco di Catania, Raffaele Stancanelli; la  responsabile SSPAL Sicilia Maria Letizia Pittari; il direttore del Consorzio “Sviluppo e legalità”  Lucio Guarino; il Capocentro della Direzione Investigativa Antimafia di Catania, Angelo Bellomo; il Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Catania,

Andrea Bonomo; il Sostituto procuratore generale presso la Procura Generale della Corte di Appello di Palermo, Raimondo Cerami; il responsabile per la Sicilia dell’Associazione “Libera”, Umberto Di Maggio; il  giudice del Tribunale di Bari, Pietro Errede; il professore associato di diritto penale presso la LUMSA di Palermo, Angelo Mangione;   il sindaco di Acicatena e presidente del “Consorzio Etneo per la legalità e lo sviluppo” , Raffaele Pippo Nicotra; il giudice del Tribunale di Catania Roberto Passalacqua; il presidente della Commissione Regionale Antimafia, Calogero Speziale; il  prefetto e direttore Agenzia Nazionale per l’amministrazione dei beni sequestrati e confiscati alle organizzazioni criminali Mario Morcone.

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