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Venerdì, 21 Gennaio 2022

Adoc: La Tares sarà l’ennesimo salasso a sorpresa

Secondo ConsumerInst, il gettito catanese sulla casa si attesterà intorno ai novanta milioni, con una spesa, per la famiglia media, di seicento Euro.
“Adoc e Aeci già da gennaio hanno protestato insieme contro la Tares, invitando i cittadini a contattare da subito le associazioni per ergere un muro contro le tante illegittimità, errori, vessazioni che si nascondevano dietro la Tarsu e che saranno ereditate immancabilmente anche dalla Tares.” Ad affermarlo, Claudio Melchiorre, confermato presidente dell’Adoc di Catania dall’assemblea congressuale dell’associazione. “Quello che non possiamo accettare è che, nel silenzio totale, ci sia una legge nazionale che consenta ai comuni di definire l’ammontare della tassa un mese prima dell’invio dei bollettini, vale a dire presumibilmente a novembre 2013, per lo stesso anno.”
Secondo le associazioni dei consumatori, la Tares peserà fino a trecento Euro sui catanesi e il fatto di quantificare a fine anno la sua consistenza, espone chiaramente i contribuenti a rischi altissimi di far lievitare ulteriormente i costi di questa tassa.
“La prossima campagna elettorale dovrebbe basarsi sulla trasparenza e rispetto dei cittadini, dicendo basta alle palesi e continue illegittimità e vessazioni sui tributi locali, quando non si arriva a palesi menzogne, certificate dai pronunciamenti della Corte dei Conti o dei propri Revisori dei Conti. Invece, grazie anche a leggi dello Stato che contravvengono a qualsiasi norma di buon senso e di legalità, i comuni si preparano a dare quattro salassi con Imu, addizionale Irpef, multe, e ora Tares, senza avere nemmeno la decenza di spiegare quale piano di rientro dai costi eccessivi e immotivati dei bilanci si farà. E il riferimento esplicito è al documento economico del Comune di Catania che è stato approvato pur dicendo solo che si comincerà a ridurre il debito dal 2020, non da subito, ma soprattutto senza spiegare come sarà fatto il miracolo.”
Secondo le stime fatte da ConsumerInst, il centro studi dei consumatori nato attorno al corso di Master per la tutela dei consumatori dell’Università di Catania, che ha riunito i massimi esperti sulla materia del Sud Italia, la Tares peserà fino a trecento Euro, per un nucleo familiare medio, eguagliando l’IMU per oneri e quindi portando le tasse comunali, su un singolo appartamento, a circa cinquecento Euro l’anno. Ovviamente, questi calcoli valgono ad oggi, ma da qui a dodici mesi e lontani dalle elezioni amministrative, i costi per la tassa sui servizi potrebbero ulteriormente aumentare.
I consumatori lanciano l’allarme “Sarà difficile per molti poter pagare. Molti non avranno il denaro per i saldi di IMU e Tares insieme, senza nemmeno poter programmare la spesa, visto che la loro entità resterà un mistero fino all’ultimo.” Per questo motivo, le associazioni rinnovano l’invito a scrivere alla casella di posta Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. per mandare all’attenzione della Commissione e dei giudici europei il massacro di diritto italiano a cura delle amministrazioni locali e dello Stato.
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