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Dibattito sullo stato del volontariato in Sicilia

1 parte - terzo settore e cittadinanza Raia e Barbagallo

 

Si è svolto presso l’Istituto “A.Vespucci” di Catania, il convegno “Terzo Settore e cittadinanza”, organizzato dall’Associazione “Catania Attiva” in collaborazione con le numerose realtà associazionistiche “no profit” siciliane. L’incontro è stato l’occasione per fare il punto su attività e criticità del volontariato siciliano.

A moderare il dibattito, il Dott. Giuseppe Galletta, promotore dell’iniziativa e fondatore dell’Associazione Catania Attiva, che ha ripercorso gli undici anni di volontariato della sua associazione. Una storia ricca del “fai da te” dei volontari siciliani che, a volte, nel settore “servizi per i cittadini” hanno dovuto sopperire le carenze del settore pubblico. In particolare, si è discusso delle fasce più deboli della popolazione che, ancora oggi, sono costrette ad avere a che fare con “file” e burocrazia, come nel caso del sistema di esenzione dei ticket sanitari.

Ad aprire i lavori l’On. Concetta Raia e l’avv. Anthony Barbagallo, deputato segretario ARS. Entrambi concordi sulla necessità di politiche regionali che favoriscano e valorizzino il Terzo Settore, con particolare riferimento all’eliminazione degli sprechi da parte della Regione siciliana e alla creazione di posti di lavoro grazie ad un rafforzamento del rapporto tra il Terzo settore e gli enti locali.

Ad esporre le attività svolte sul territorio dai volontari, attraverso l’ausilio di video, Mimma Giardina dell’Associazione “Innovazione e Sviluppo”, Carmelo Lombardo e Maria Luisa Parisi del Cngei di Catania. Si è dibattuto, in particolare, sulla necessità urgente di un sostegno pubblico e sulla priorità di fare rete sul territorio.

A portare la testimonianza di Anpas Sicilia, il presidente Lorenzo Colaleo, che ha sottolineato come il volontariato, nonostante ricopra ancora oggi il 4,7% del Pil, subisca tagli e disinteresse da parte della politica locale. “Bisognerebbe – sottolinea – che la politica iniziasse ad agire di concerto con le associazioni no profit, le uniche ad avere cognizione concreta della realtà sociale difficile che molti cittadini vivono in Sicilia”. Altro punto toccato da Colaleo, la necessità di controlli sulle “associazioni di volontariato” fittizie.

Sempre di “controlli”, ma stavolta negli appalti del Terzo Settore, si è occupato Giovanni Pistorio, della Cgil di Catania, con la proposta di un “osservatorio permanente sulle gare anomale” che possa evitare ai soggetti che non forniscono realmente servizi di buona qualità, di aggiudicarsi le gare “al massimo ribasso”.

A seguire l’intervento di Salvo Falletta, consulente di Lega Cooperative e presidente di “Il Lavoro solidale”, che ha posto l’accento sull’attività di reinserimento dei soggetti svantaggiati, chiedendo alla Regione siciliana una normativa che dia programmazione alla cooperazione sociale di inserimento lavorativo e delle politiche che favoriscano il rapporto tra imprese profit e la cooperazione sociale di tipo b.

A concludere i lavori Enzo Bianco, che ha messo sotto i riflettori la necessità di “recuperare la storia di una comunità” sottolineando come: “il Comune, lo Stato e la Regione, da soli non bastano a supportare i cittadini, ma c’è la necessità di un aiuto da parte del volontariato. Avere la collaborazione del Terzo settore per un’amministrazione – continua - significa “investire” e gli investimenti in questo settore saranno dei potenti moltiplicatori sociali. Inoltre, bisogna eliminare la burocrazia. Il mio progetto “Catania solidale” vuole fare proprio questo: ridare dignità ai servizi sociali utili”.

 

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