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“Prima emergenza: internazionalizzare”, Scuderi. “Sì ma senza passi falsi”

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Internazionalizzare sì ma senza passi falsi, progettando accuratamente il percorso che porta alla conquista dei mercati esteri.

Questa è la linea comune emersa nel convegno, promosso da Compagnia delle Opere Sicilia Orientale e svoltosi ieri pomeriggio nella Sala Consiliare della Camera di Commercio di Catania. Davanti a una nutrita platea di imprenditori, in rappresentanza di piccole e medie imprese, “prima emergenza: internazionalizzare” ha definito il quadro della situazione della nostra economia italiana che presenta gli spazi d’azione sempre più ristretti nei mercati interni, un debito pubblico che “soffoca” lo sviluppo, la mancanza di investimenti non solo in infrastrutture, ma anche in formazione e professionalità da inserire.

“Nei nostri incontri di lavori – afferma Cristina Scuderi, direttore di CdO – seguiremo sempre un modello standard con imprenditori che metteranno a fattor comune la preziosità della loro esperienza e con esperti tecnici che indicheranno sempre le linee guida su come muoversi. Ci siamo resi conto che l’esigenza è forte, ma che molti imprenditori sono ancora all’anno zero sul versante export. Hanno un’idea falsata, talvolta lo vedono come un sogno irrealizzabile, altre volte come un passaggio troppo automatico. Per scongiurare questo rischio, essendo in molti casi micro imprese, è necessario mettersi insieme per poter rispondere alle domande dei mercati esteri”.

L’incontro è stato moderato da Carlo Saggio, presidente di CdO Sicilia Orientale, che ha introdotto le linee guida stabilendo che “quando un’impresa si rivolge al mercato estero non ha espresso un caso eccezionale ma soltanto mostrato la naturale attitudine al cambiamento”. Poi, è toccato ai relatori descrivere i relativi casi di sviluppo e l’attuazione nelle loro esperienze delle politiche di export.

Maurizio Micciché, amministratore delegato Casa Vinicola Calatrasi, ha descritto le fasi che hanno portato alla sviluppo dell’azienda di famiglia che ha conquistato mercati esterni importanti come la Cina e India, passando attraverso un percorso per gradi improntato sul marketing e sulla differenziazione della produzione. Manuela Nicolosi, export area manager della Caffè Moak di Ragusa ha ribadito, dopo aver illustrato lo sviluppo dell’impresa iblea, a più riprese che “per iniziare un percorso di internazionalizzazione siano determinanti l’esperienza, la professionalità e la conoscenza dei mercati esteri.

Giuseppe Tripoli, osservatore del Ministero dello Sviluppo Economico delle Pmi per il mercato estero, ha apportato un significativo contributo sul piano operativo indicando nell’internazionalizzazione un’opportunità da sfruttare. Lo stesso ha, poi, risposto alle domande e agli spunti introdotti dagli imprenditori dei vari settori aziendali che hanno illustrato dubbi e cercato consigli sull’operatività, visto che in ogni caso bisognerà sempre valutare il margine di rischio nel mercato italiano.

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