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Giovedì, 21 Ottobre 2021

Caltagirone - “Da Giacomo Bongiovanni a Giovanni Verga. Le radici del Verismo”

“Da Giacomo Bongiovanni a Giovanni Verga. Le radici del Verismo” è il titolo della proiezione di documentari storici su Giovanni Verga che, su iniziativa della Galleria fotografica “Luigi Ghirri”, dell'assessorato regionale ai Beni culturali e all'identità siciliana, del Servizio turistico regionale con sede a Caltagirone, del Museo regionale della ceramica e dell'assessorato ai Beni culturali del Comune di Caltagirone, si terrà sabato 12 gennaio, alle 17, al Museo regionale della ceramica. Ai saluti istituzionali del direttore del museo, Giovanni Patti, del sindaco Nicola Bonanno e del direttore della “Ghirri”, Sebastiano Favitta, seguiranno le relazioni dello scrittore Domenico Seminerio e dello storico e critico del cinema, Sebastiano Gesù. Sarà poi la volta della proiezione dei documentari: “Da qui passarono i loro sogni. Via dei poeti – Giovanni Verga”, regia di Alessandro Brissoni, e “La terra di Giovanni Verga”, per la regia di Ugo Saitta.

L'evento – curatori Sebastiano Favitta e Attilio Gerbino – aiuta a scoprire la sottile trama che lega il grande scrittore siciliano con la più nobile tradizione ceramica calatina: qeulla delle botteghe di Giacomo Bongiovanni e del nipote Giuseppe Vaccaro.

“Un presepe con le figurine di Giacomo Bongiovanni e Giuseppe Vaccaro – scrive nella presentazione Seminerio -, montato nel Museo regionale della ceramica; una mostra di fotografie scattate da Giovanni Verga, presso la Galleria Fotografica Luigi Ghirri; il documentario <Da qui passarono i loro sogni. Via dei poeti – Giovanni Verga>, girato dalla Rai nel 1956, mandato in onda una sola volta e praticamente sconosciuto e, ancora, un documentario inedito del regista Ugo Saitta: sono questi gli elementi che concorrono alla realizzazione di questo incontro culturale che intende riaprire la discussione sul Verismo, la corrente artistico - letteraria germinata nella nostra terra e che ha dato esiti altissimi nel campo dell’arte. Una rivisitazione e, quasi, una scommessa: la riscoperta in quest’angolo di Sicilia delle radici del Verismo, che parte da Bongiovanni e Vaccaro, si sviluppa con Verga e Capuana e continua, pur con qualche inserto fantastico, nelle opere letterarie di Bonaviri e Pasqualino e nella grande stagione del neorealismo cinematografico.   Riscoprire le radici del Verismo – aggiunge Seminerio - vuol dire riappropriarsi d’una filosofia di vita elaborata nei millenni, ritrovare una collocazione definita e riconoscibile nella mutevolezza incessante del mondo, riconoscere il passato per capire il presente e costruire il futuro su basi più concrete e vere, al di là delle mode, degli effimeri slanci, delle scimmiottature di comodo, della massificazione omologante. Un’occasione, anche, per cominciare a ragionare su ciò che è possibile fare partendo proprio dalla terra, di ciò che è veramente nostro e non imitabile in tempi di selvaggia globalizzazione e di cineserie senz’anima”.

 

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