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Martedì, 11 Agosto 2020

Presentato OdG sul centro Cara di Mineo

A seguito dell’ultimo incontro tra il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, i sindaci del Calatino, il presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, il presidente della Provincia Regionale di Catania, Giuseppe Castiglione, e i prefetti di Palermo e Catania, sono emerse numerose perplessità in merito alla realizzazione del Cara (Centro accoglienza richiedenti asilo) di Mineo, perplessità avanzate da alcuni amministratori locali con determinazione, tanto che il ministro ha concesso del tempo affinché i 15 sindaci interessati possano riflettere e, per il tramite del presidente della Provincia, comunicare al governo la loro decisione definitiva.

Dall’incontro tra i sindaci del Calatino e il presidente della Provincia di Catania pare che due terzi dei Comuni si siano espressi favorevolmente alla soluzione indicata da Maroni, ovviamente alla luce delle rassicurazioni fornite dal governo, tra le quali la disponibilità a sottoscrivere un Patto per la Sicurezza. Di fatto si è sancito il via libera da comunicare al governo.

Com’è noto, il Cara di Mineo sarà il più grande d’Italia per numero di rifugiati accolti, circa 2.000. Tale centro sarà allocato in una zona rurale della piana di Mineo, adiacente la strada statale 417. Pertanto, il possibile impatto sociale e di ordine pubblico riguarderà gran parte del territorio calatino, non solo Mineo. «Occorre ragionare su di un aspetto preciso – ha evidenziato il consigliere provinciale menenino Giuseppe Mistretta de La Destra-“Con Nello Musumeci per la Provincia” – ossia sul fatto che oggi in Italia nei 9 Cara già operativi sono ospitati complessivamente 1.533 richiedenti asilo, pertanto non vi sono esperienze di gestione di un Cara di così enorme capienza come quello che si intende rendere operativo a Mineo».

«Chiaramente – ha proseguito Mistretta - è necessario tutelare tanto la dignità del richiedente asilo che l’equilibrio socio-economico del territorio».

Considerato che la gestione di un Cara capace di accogliere 2.000 ospiti significa anche l’amministrazione di personale e servizi per importi di svariati milioni di euro al mese - tanto da richiedere evidenza pubblica, trasparenza e controllo ai massimi livelli per arginare qualsivoglia strumentalizzazione clientelare o, peggio, infiltrazione criminale e mafiosa – e verificato che l’art. 7 del Dpr n. 303/2004 consente al prefetto della Provincia in cui è istituito il centro la possibilità di affidarne la gestione, attraverso apposite convenzioni, anche ad un ente locale, qual è, appunto, la Provincia Regionale di Catania, il gruppo La Destra-“Con Nello Musumeci per la Provincia” ha presentato un ordine del giorno a trattazione immediata (sottoscritto da tutti i consiglieri provinciali del collegio interessato, nonché da una nutrita serie di altri consiglieri) in cui si impegna il presidente Castiglione, ad offrire al prefetto la disponibilità ad assumersi la gestione diretta del Cara di Mineo, ovvero a costituire un comitato permanente di controllo e vigilanza, con la partecipazione dei 15 sindaci calatini, al fine di tutelare il tessuto socio-economico locale e garantire la piena attuazione del Patto per la Sicurezza.

Parallelamente, il consigliere Giacomo Porrovecchio dell’Italia dei Valori ha presentato un OdG con richiesta di una seduta straordinaria del Consiglio per istituire una Commissione speciale sulla vicenda.

Purtroppo, il capogruppo Pdl si è opposto alla trattazione immediata di entrambi gli OdG, gesto che ha causato l’abbandono dell’aula di Palazzo dei Minoriti sia da parte del gruppo de La Destra che di Porrovecchio e del consigliere dell’Mpa Rocco Cristofaro. La Destra ha quindi richiesto un Consiglio straordinario urgente, invitando a partecipare sia il prefetto Vincenzo Santoro che il presidente Castiglione.

«La Provincia – ha concluso Mistretta – può fornire personale formato ed esperienza adeguata, oltre che massime garanzie di tutela della legalità, caratteristiche cui si aggiungono l’autorevolezza del presidente Castiglione, che è anche rappresentante dell’Unione delle Province Italiane e che ha consolidati canali istituzionali con il governo nazionale. Spiace che una simile proposta, credo ragionevolmente condivisibile, tanto da essere stata sottoscritta anche dai consiglieri del Popolo della Libertà Tomarchio, Gruttadauria e Di Mauro, sia stata strumentalmente osteggiata da una componente precisa del Pdl, non si capisce bene per quale motivo».

Per il capogruppo de La Destra, Enzo D’Agata, «è chiaro che la confusione ingeneratasi sta facendo perdere alla Provincia una grande occasione. In un momento di grandi polemiche sull’utilità o meno dell’Ente, sarebbe stato importante dare un segnale forte di funzionalità ed efficacia sia sociale che amministrativa della Provincia. Peccato che non tutti abbiano concordato in merito».

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