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Domenica, 29 Novembre 2020

Adoc: l’effetto combinato di acconto Irpef e Saldo IMU costerà in media 1400 Euro

Con un’aliquota minima al 6 per mille dell’abitazione principale e del 10,6 per mille per tutti gli altri fabbricati, i comuni hanno operato con la mannaia, rispetto ai proprietari di prima casa, scegliendo di applicare le aliquote massime sugli immobili. Gli effetti che avremo a dicembre saranno di una tassa da pagare, al netto delle detrazioni per chi ne può godere, di circa 240 Euro per il caso migliore, ma di ben 700 Euro negli altri casi, per un immobile di valore medio.
Per gli immobili di pregio, si supereranno agevolmente i mille Euro per la sola rata finale.
“E’ evidente che la scadenza IMU peserà in modo drammatico sulle famiglie, alle prese con la perdita del lavoro, lo stop quasi totale delle nuove iniziative e una fase elettorale che non accenna a fermarsi. E il fatto che questa scadenza arriverà subito dopo il pagamento dell’acconto Irpef, non aiuterà di certo nessuno.”
Secondo l’Adoc, l’Imu, aggiunta alle altre scadenze di fine ed inizio anno, sarà il colpo finale sui bilanci domestici. “Le famiglie non hanno più risorse a causa delle tasse. Il commercio, come lo abbiamo conosciuto negli anni 90 e 2000, quest’anno morirà.”
A fronte di un reddito disponibile medio che ormai è negativo, rispetto agli impegni obbligatori e di esistenza umana, il fisco statale ma anche comunale, provinciale e regionale, agirà da catalizzatore finale per la bancarotta familiare, esponendo le famiglie all’usura e al rischio vita. “I numeri fanno temere il ritorno a forme di schiavitù. I consumatori dovranno fare ricorso a forme di prestito e se cadono nell'usura, saranno schiavi. E' paradossale che la Pubblica Amministrazione sia tra i responsabili principali di quest’arretramento civile da medioevo.”
Le stime Adoc portano a definire il reddito medio delle famiglie siciliane ad una somma pari a circa 16.000 Euro, circa duemila in meno rispetto a tre anni fa, con una disponibilità negativa di almeno 900 Euro.
“Le famiglie hanno ridotto all’osso i loro consumi, ciò nonostante, a fronte di una capacità di risparmio possibile di circa 600 Euro di tre anni fa, ora devono indebitarsi per 900 Euro,” Adoc ricorda infatti che sono aumentati Imu, ma anche acqua, energia, rifiuti, addizionali Irpef degli enti pubblici, prezzi al consumo e Iva. “Considerando i beni primari alimentari, ogni famiglia ha speso 216 Euro in più, rispetto al 2011, per il solo effetto dell’aumento dell’IVA.”
Adoc ha quindi dato mandato ai propri legali di studiare forme di impugnazione delle tante scadenze che si sono affollate e che hanno radicalmente cambiato le norme tributarie a danno dei contribuenti, senza contropartite e senza servizi. “E’ indegno che lo Stato ci chieda di pagare in anticipo le tasse, mentre per le amministrazioni pubbliche gli obblighi si dilatano. Noi dobbiamo pagare in anticipo di un anno l’Irpef, loro definiscono il bilancio dello scorso anno a novembre 2012. Addirittura, la previsione di spesa del 2012 si farà nel migliore dei casi a dicembre.”
Se Stato ed Enti locali non torneranno alla legalità e al rispetto dei consumatori, i debiti pubblici aumenteranno costantemente, mentre le famiglie sono già esauste e sfiduciate. Non possiamo credere alle parole di chi imbroglia sistematicamente. E che ha stipendi di centomila Euro pagati dalla povertà dei contribuenti. L’Italia, ma ancora di più la Sicilia e Catania.
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