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Martedì, 01 Dicembre 2020

Libera la domenica, Al via la campagna promossa da Confesercenti e Cei

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Commercianti delle piccole e medie imprese, vescovi e sacerdoti alleati per dire "no" all'apertura indiscriminata domenicale dei negozi. Anche Catania ha aderito alla campagna di raccolta firme nazionale "Libera la domenica", promossa da Confesercenti e dalla Conferenza Episcopale Italiana a sostegno di una legge di iniziativa popolare che riporti alle Regioni il potere decisionale sulle aperture degli esercizi commerciali.

<<Il decreto Salva-Italia non ha per nulla aiutato l’economia – spiega il direttore provinciale di Confesercenti, Salvatore Politino - Anzi, dalla sua introduzione, solo a Catania, abbiamo registrato 1825 cessazioni di attivita’, a fronte di 800 iscrizioni, con un saldo negativo di 1025 imprese. Non siamo contrari in senso assoluto alle aperture domenicali – chiarisce il direttore - queste vanno confinate a situazione di eccezionalita’, in prossimita’ delle feste o in zone a forte vocazione turistica. Siamo l’unico paese d’Europa ad avere un sistema di liberalizzazioni ‘selvaggio’. Basti pensare che in Francia e in Germania vengono autorizzate soltanto dieci aperture domenicali l’anno>>.

Alle parole di Politino fa eco il presidente dell’associazione dei commercianti, Enza Lombardo, insieme con il vice Filippo Guzzardi, che spiega come <<Diversi monitoraggi e studi specifici hanno dimostrato che la liberalizzazione non e' servita a contrastare gli effetti della crisi. L'aumento dei costi a cui sono sottoposti i negozianti non e' compensato da maggiori vendite. Questo provvedimento è servito solo ad agevolare la grande distribuzione penalizzando i tanti esercizi del centro storico che già subiscono la carenza di servizi. Piuttosto – osserva Enza Lombardo - se la volonta’ e’ di far crescere l’economia del paese, occorrerebbe rivedere la pressione fiscale che grava sulle piccole e medie imprese>>.

Forte il sostegno della CEI all'iniziativa che ha annunciato i banchetti sul sagrato delle chiese per la raccolta delle firme e denunciato: <<L’attuale situazione e’ drammatica ma alla crisi economica non deve seguire una crisi di valori – e’ il monito di padre Piero Sapienza intervenuto alla conferenza stampa in rappresentanza dell’Arcivescovo di Catania, mons. Salvatore Gristina – Occorre liberare la domenica dal lavoro, rispettare i tempi del riposo e della famiglia. Il lavoro e’ una dimensione fondamentale, ma non l’unica>>. Il rischio, per padre Sapienza, e’ che <<l’apertura indiscriminata incentivi il consumismo facendo dimenticare i veri valori e l’importanza delle relazioni sociali>>.

Anche i sindacati, presenti Fabio Granata dell’Ugl e Salvo Bonaventura della Uil, hanno mostrato pieno appoggio alla campagna: <<Non sono aumentate le vendite, piuttosto si e’spostato il giorno degli acquisti al fine settimana. La conseguenza e’ che e’ cresciuto l’’esercito’dei ‘weekendisti’, lavoratori con contratti solo per il sabato e la domenica>>. A testimoniare la difficolta’ del momento storico e le conseguenze del decreto Salva-Italia, anche alcuni commercianti del centro cittadino che denunciano la <<desertificazione di alcune zone di Catania e la difficolta’ a sopravvivere e a reggere la concorrenza dei centri commerciali>>.

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