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Lavori Pubblici, nuove proposte per la città

«Non ignoriamo il pericolo sismico con cui convive la città di Catania»: a lanciare l'appello - a metà febbraio - era stato l’Ordine degli Ingegneri, ad accoglierlo il neo assessore ai Lavori Pubblici del comune di Catania Sebastiano Arcidiacono. Nel giro di pochi giorni si è passati ai fatti: è di stamattina (2 marzo 2011) l’incontro che ha visto insieme Arcidiacono, il direttore dell’assessorato Marina Galeazzi, e i due Ordini etnei  degli Architetti e Ingegneri, rappresentati dai rispettivi presidenti Luigi Longhitano

e Carmelo Maria Grasso, insieme a quelli delle relative Fondazioni e ad alcuni membri dei direttivi.

Un tavolo tecnico che ha segnato in agenda diverse proposte concrete - in linea con il percorso tracciato dal sindaco Raffaele Stancanelli - per passare a breve tempo alla fase operativa, tenendo ben presenti due obiettivi palesati dallo stesso Arcidiacono: «Un’adeguata pianificazione nella gestione delle risorse economiche - che centri per tempo i traguardi, fissando una scala di priorità in linea con i finanziamenti - e l’avvio di un percorso comune che veda pubblico e privato uniti, coprotagonisti per la nostra città. Scuole, piazze, arredo urbano sono tra le emergenze che insieme possiamo affrontare, nell’interesse della collettività, del professionista e dell’Amministrazione».

 

La prima proposta non si è fatta attendere: un’Agenzia per la qualità urbana del paesaggio «che svolga la basilare funzione di coordinamento – ha spiegato Longhitano – e porti a termine la pianificazione del piano triennale, colmando così un vuoto operativo di cui la città risente. Un centro nevralgico di individuazione delle priorità e di distribuzione delle risorse e delle opere da realizzare, come già accade in altri comuni italiani e che poggia sulla sinergia tra amministrazione e ordini professionali». Proposta che ha trovato subito riscontro da parte dell’assessore Arcidiacono, pronto a raccogliere tutte le informazioni utili per portare avanti l’idea.

 

Sembra trovare sbocco anche la delicata questione delle tariffe professionali e dell’affidamento di incarichi professionali, sollevata da Grasso: «Oggi solo l’1% del fatturato legato alle opere pubbliche è riservato al libero professionista – ha sottolineato - un dato allarmante che se da un lato disattende le aspettative lavorative, dall’altro non garantisce la qualità delle opere. Si potrebbe quindi dare seguito al protocollo d’intesa che ha messo d’accordo gli ordini coinvolti e il Comune per una nuova disciplina in materia». Anche in questo caso, Arcidiacono  ha già disposto di concretare i termini dell’accordo e di avviare la procedura per riaprire gli elenchi dei professionisti per l’affidamento di incarichi professionali sotto soglia comunitaria.

 

Non è dunque mancata un’analisi attenta dello status attuale in cui versa l’assetto urbanistico e paesaggistico di Catania. Come non è mancata la condivisione di vedute e intenti. Adesso non resta che mettersi a lavoro, per il bene di tutti. Al tavolo tecnico hanno partecipato i presidenti delle Fondazioni Carlotta Reitano (Architetti) e Santi Maria Cascone (Ingegneri); i segretari e i tesorieri dei due Ordini Aldo Abate e Mauro Scaccianoce (Ingegneri), Angelo Buccheri e Carmelo Salanitro (architetti); il vice presidente vicario degli Architetti Giuseppe Scannella, l’arch. Giovanni Lucifora e l’ing. Luigi Bosco.

 

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