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Martedì, 22 Maggio 2018

Rilanciare il project financing per creare opportunità di lavoro

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Su 100 bandi pubblicati da enti pubblici, tra il 2003 e il 2009, con importi di oltre 5milioni di euro per realizzare opere in partenariato con i privati, solo 66 hanno visto l’aggiudicazione della gara; 38 si sono trasformati in cantieri e 25 sono stati conclusi avviando la gestione privata. A conti fatti il 75% delle iniziative si perde strada facendo: sono i recenti dati resi noti dall’Ance. Il tema del finanziamento di opere pubbliche attraverso la cooperazione col privato merita quindi profonda attenzione, come dimostrato dal convegno tenutosi lo scorso 10 novembre nella sede dell’Ordine degli Ingegneri di Catania.

«Catania è la prima delle quattro tappe nazionali che ospita l’incontro su questa tematica – ha sottolineato il presidente dell’Ordine Carmelo Maria Grasso – seguiranno Milano, Napoli e Torino, dato che con i rispettivi Ordini intendiamo avviare un processo culturale su tutto il territorio italiano che migliori le conoscenze e l’utilizzo del partenariato pubblico-privato». Il ricorso al project financing e alle altre formule di cooperazione è ormai necessario per alleggerire le incombenze economiche di amministrazioni e imprese, ma le difficoltà burocratiche e finanziarie bloccano l’iter dei progetti.

«Le cause sono da ricercare negli scarsi studi di fattibilità, nell’eccesso di modifiche post aggiudicazione, nel coinvolgimento tardivo delle banche, nella scarsa capacità tecnica da parte degli enti appaltanti, e nella “stretta del credito”» ha specificato Gaetano Fede, componente del Consiglio nazionale Ingegneri che insieme al Comune di Catania ha patrocinato l’evento.

«Un corretto e rigoroso modus operandi, dall’iniziale bancabilità del progetto fino alla conclusione della costruzione - ha aggiunto Grasso - non solo garantirebbe la trasparenza nello sviluppo dell’infrastruttura pubblica, ma si tradurrebbe in effettiva opportunità di lavoro per i professionisti, a partire dai più giovani. Se la pratica tra pubblico e privato è più fluida e sicura aumenta il numero delle opere e dunque quello delle possibilità professionali per gli ingegneri».

L’obiettivo dei quattro Ordini italiani degli Ingegneri è quindi proporre l’applicazione pratica della nuova Specifica Tecnica UNI/Ts 11453, predisposta dall’Ente nazionale italiano di Unificazione (Uni) che detta le “Linee guida per l’iter di finanziamento delle Costruzioni”. La Specifica – come ha illustrato Fabrizio Calabrò Massey dell’Uni – presenta criteri e parametri oggettivi attraverso cui fornire garanzie alle banche sulla regolarità dell’andamento del progetto e agevolarne il dialogo con le imprese, e assicurare agli enti pubblici costi, tempi e tracciabilità dei pagamenti dei sub-appalti.

Un esempio su tutti rende chiara la portata di questo sistema: il Ponte di Messina. «Un recente decreto del 2 novembre chiede la verifica della bancabilità dell’opera – ha dichiarato Enzo Siviero, ordinario di Teoria e progetto di ponti all’Iuav di Venezia e vicepresidente vicario del Consiglio Universitario Nazionale – ritengo che ciò debba essere effettuato non sulla singola infrastruttura ma in base all’intero indotto che determina. La finanziabilità del Ponte va cercata nel piano logistico complessivo. Se il Governo continua la sua indecisione l’opera perde di credibilità, allontanando l’interesse notevole degli investitori stranieri. Eppure la concreta possibilità di 40mila posti di lavoro non riesce a smuovere la situazione».

Al convegno sono intervenuti, in rappresentanza degli Ordini coinvolti, gli esperti Alfio Grassi (Catania), Edoardo Ciardiello (Torino), Giovanni Esposito (Napoli), Luigi Gaggeri (Milano). È seguita la tavola rotonda, moderata dal tesoriere degli Ingegneri etnei Mauro Scaccianoce, alla quale erano presenti il presidente della Fondazione di Catania Santi Maria Cascone, il presidente degli Architetti etnei Luigi Longhitano, l’avvocato Anna Arena, Rosario Colombrita dell’Ance, Santo Sciuto di Credito Siciliano, il docente di Diritto Costituzionale Felice Giuffrè, il coordinatore Anci della provincia di Catania Nunzio Li Rosi.

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