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Venerdì, 03 Luglio 2020

Presentato il progetto europeo “Young democracy ambassador in Europe”

pagano gruppo EU.

 

Promuovere la mobilità giovanile nell’ambito europeo è l’obiettivo del progetto “Young democracy ambassador in Europe” al quale prendono parte 24 studenti, di età compresa tra i 18 e i 25 anni, provenienti da Francia Italia Polonia e Spagna (sei partecipanti per ogni Stato).

Un impegno, finanziato dall’Unione europea, per offrire una formazione internazionale rispetto ai sistemi politici democratici soprattutto a giovani provenienti da aree dove si avverte la difficoltà di coesione tra coetanei e lo scarso  arricchimento socio-culturale.

La mancanza di alloggi e servizi di trasporto agevolati, sono alcune delle criticità (scaturite da una raccolta dati effettuata nei paesi di origine degli studenti tramite questionari) che inibiscono la mobilità. La scarsa affidabilità riposta verso la Istituzioni, inoltre,  è la causa principale della bassa percentuale di migrazioni all’interno del “Sistema Europa” e non il radicamento nel proprio territorio o la differenza linguistica “Possiamo  essere giovani diversi e avere aspettative comuni per raggiungere obiettivi condivisi” ha affermato una studentessa spagnola. Gli studenti chiedono più attenzione e programmi definiti dal Governo europeo che permettano incontri tra le nazioni dell’UE e una capillare informazione. I giovani, infatti, non si sentono supportati dagli enti preposti sia in caso di mobilità formativa sia in caso di mobilità professionale.

La cooperazione tra le associazioni Carpe Diem (capofila), e Maimònides, Les Amis de la Sicile e ProCarpathia (partner) attraverso studi mirati ha permesso di individuare alcune soluzioni.

I contenuti del progetto sono è stati presentati al Centro direzionale Nuovaluce dall’assessore provinciale alle Politiche giovanili, Pippo Pagano, dal dirigente dell’Ufficio Politiche comunitarie e partecipazioni, Carmelo Messina, dal docente dell’Università di Catania, Alessio Biondo (che ha presentato la ricerca-indagine sulla mobilità giovanile) e dal dott. Orazio Urzì dell’Associazione Carpe Diem di Catania (che ha fornito i risultati del progetto), da diversi consigliere provinciali tra i quali Francesco Cardillo e Salvo Patanè. Quest’ultimo ha annunciato la previsione nel Bilancio dell’Ente di un Campus per dieci unità.

“La Provincia di Catania, con in testa il presidente Giuseppe Castiglione, ha negli ultimi due anni dimostrato con i fatti la particolare attenzione a tutela delle fasce giovanili – ha affermato l’assessore Pippo Pagano –. Anche questa iniziativa ci vedrà parte attiva del progetto, per quanto di competenza, affinché si possa mettere in moto un meccanismo virtuoso che favorisca studio e lavoro nel circuito europeo”.

Secondo l’indagine, nelle città coinvolte manca uno sportello di mobilità “hub-and-spoke”, letteralmente “a raggiera”, dedicato all’accoglienza a all’assistenza di chi vuole intraprendere l’esperienza della mobilità, a modello del network ufficiale del programma europeo Gioventù in Azione: Eurodesk.

Per fornire alcuni vantaggi a chi decide di studiare o lavorare fuori dai confini nazionali si sta progettando l’attivazione della carta per studenti tramite la quale i richiedenti potranno usufruire di sconti sui trasporti pubblici, vitto, alloggio e visite culturali, e di assistenza finanziaria per il disbrigo di pratiche burocratiche.

I giovani, che trascorreranno una settimana a Catania (dal 27 febbraio al 5 marzo), oltre che da Catania provengono da Gap (Francia), Lezajsk (Polonia), e Ciudad Real (Spagna).

 

 

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